lunedì 10 marzo 2014

Che vuol dire la parola onnipotente?

Che vuol dire la parola onnipotente?

"La parola onnipotente vuol dire che Dio può fare tutto quello che vuole.
Dio non può peccare né morire; come dunque si dice ch'egli può far tutto?
Si dice che Dio può far tutto, quantunque non possa né peccare né morire, perché il poter peccare o morire non è effetto di potenza, ma di debolezza, che non può essere in Dio, il quale è permettessimo."

" perché il poter peccare o morire non è effetto di potenza,"
A parte che questo non è vero, perché oggettivamente l'onnipotenza non ha a che fare con questi due aspetti, indica solo quello che un entità non può fare, in questo caso può fare tutto e il contrario di tutto, può fare e disfare, cioè può creare e distruggere, non ha limiti. Cioè non gli è precluso nulla di quello che si può immaginare o fare. Il discorso del peccare e del non morire non è esatto perché un essere onnipotente volendo può morire, in senso fisico, ma non può morire in senso spirituale; anche perché tanto esso si rigenera, quindi la morte su di Lui non ha effetto.  Mentre il discorso del peccare è tutto relativo, l'Onnipotenza non ha che fare direttamente con il peccato. Per assurdo, potrebbe esistere un essere onnipotente che compie anche peccato, ma la sua onnipotenza non verrebbe meno anche se peccasse. Sono due aspetti diversi che non hanno relazione uno con l'altro. L'onnipotenza non viene meno con il peccato o senza di esso. La perfezione è un altro aspetto che non è legato direttamente con l'Onnipotenza, ma diciamo che la perfezione va ad aggiungersi per rendere perfetta l'onnipotenza, in che modo? Nel modo che tutto quello che viene compiuto è perfetto e stabile, la perfezione con l'onnipotenza sublima quest'ultima e la porta ad un livello più elevato; infatti Dio è il Re degli dei Onnipotenti, non direbbe così se gli dei Onnipotenti possedessero la perfezione che è di solo appannaggio di Dio,il più perfetto in assoluto, Quindi il Re degli dei Onnipotenti è il superlativo dell'Onnipotenza, possiamo dire che ci sono diversi gradi di onnipotenza, a seconda di cosa Dio ha concesso. L'imperatore è Dio Onnipotente  perfettissimo, gli altri sono soggetti meno onnipotenti di Dio, pur sempre eterni.

“non è effetto di potenza, ma di debolezza, che non può essere in Dio, il quale è perfettissimo.

Intanto prima di tutto la debolezza e la potenza non hanno nulla che fare con la perfezione, semmai entrambe le caratteristiche possono attingere alla perfezione, ma non diminuirne la forza.
Non è esatto neppure questo, Dio ha dimostrato che nella debolezza c’è molta più potenza di quanta ve ne possa essere nella potenza stessa. La vita e morte di suo figlio non è segno di potenza, ma semmai di debolezza, il problema è che noi non comprendiamo queste cose, e secondo la nostra logica umana, la potenza deve essere assolutamente individuata, nella non debolezza, mentre per Dio le cose possono essere anche diverse. Ricordiamo che essendo lui Onnipotente può far quel che vuole.
Noi pensiamo sempre che la debolezza sia un segno di non capacità di fare, o di arrivare ad essere migliori, invece ciò non esatto. Dio Padre incarnandosi nel figlio si sarebbe dimostrato debole, infatti satana si è risentito di tale decisione, non voleva sentirsi debole e sottomesso ad un uomo anche se divinizzato, per questo si è posto contro Dio. Invece Dio ha visto nella debolezza una forza. Noi quando ragioniamo pensiamo un po’ come fa satana, riteniamo che dato che Dio è perfettissimo non possa dimostrare debolezza, ed invece ci sbagliamo, Egli può tutto perché Onnipotente. Oltretutto i suoi pensieri non ci appartengono, e non sappiamo esattamente cosa sia imperfetto e cosa sia debole per Dio.


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    • E. ma qui non specifica che intende per debolezza, esistono molti tipi di debolezza. Qui san Pio X intende la debolezza degli uomini che non riescono a resistere al peccato. Ovviamente Dio non possiede quel tipo di debolezza
    • E. essendo quindi onnipotente, non possiede la debolezza che gli faccia compiere un peccato, ed essendo perfetto non può compiere un peccato perchè un essere perfetto non avrebbe nessun motivo per compiere un peccato, in questo senso non possiede quel tipo di debolezza
    • Boanerges Yhwhnn ovviamente ma Pio X ragionava come un uomo, da uomo verso Dio non si può far questo tipo di paragone, perchè Dio è tutt'altro soggetto... la debolezza di Dio non è una debolezza, è una forza. E' un concetto un po diverso dal nostro..
    • Boanerges Yhwhnn a parte che anche per noi la debolezza non è indice di peccato, non pecchiamo perché siamo deboli fisicamente, mentalmente o spiritualmente, il peccato non nasce da una debolezza semmai da un atto di ribellione nasce il peccato. Guarda il peccato originale è nato per disubbidienza, non per debolezza.
    • Boanerges Yhwhnn dopo tutti i comandamenti sono posti perchè non siamo ribelli, e perchè accettiamo benignamente la volontà di Dio, non c'è debolezza in un peccato.
    • Boanerges Yhwhnn si dice che noi siamo deboli, perchè cadiamo nel peccato, ma in realtà il termine è errato, prima di cadere nel peccato bisogna capire quali sono state le motivazioni che ti hanno portato a cadere nel peccato...e non è un fattore di debolezza. Per fare un peccato, bisogna essere coscienti di compiere quel peccato, se tu fossi debole , compiresti il peccato senza esserne cosciente, non è possibile. Se fossi incoscienti, compiremo il peccato senza volontà e saremo in balia continua della nostra incapacità di determinare le nostre volontà, questo non è possibile, quindi il peccato nasce da una volontà ben determinata e cosciente, in ciò non c'è debolezza. Si può dire di essere deboli verso le azioni persuasive del maligno, si! Perché non possediamo una volontà forte per riuscire sempre ad opporci, ma non è dovuta ad un debolezza, semmai è dovuta ad una mancanza di Fede in Dio.  Noi siamo deboli, nel compiere il peccato no, anzi per compiere il peccato ci vuole una certa determinazione e una certa volontà determinata, non si compie il peccato in maniera non voluta e non determinata.
    • Boanerges Yhwhnn il peccato è una scelta libera,  se fosse un debolezza noi saremo in balia, involontariamente  il peccato sarebbe giustificato, cosa che non è. Giustificato perchè la non volontà di determinalo, cioè la debolezza del nostre essere ci porterebbe a scusarci, quindi non compiremo peccato, nel compierlo.

    • Facciamo un esempio...
  • Facciamo un esempio: Se rubo una mela non lo faccio perchè sono debole, ma perchè sono affamato, ma quando lo faccio cosa mi passa per la testa? Che posso farlo, che non me ne frega nulla, e so benissimo che vado contro le regole... lo so benissimo!!! Qui non c'è nessuna debolezza, ma potrei sempre fermarmi, ma se mi fermo lo faccio volontariamente, così volontariamente vado contro le regole, sia della società in cui vivo che quella della mia religione... Dove sta la debolezza, non esiste! Anzi ci vuole molta forza di volontà per attuare un atto "criminale o peccato" ci vuole molta determinazione per fare un peccato e non è affatto vero che è un atto di debolezza, anzi il contrario.

    Altro esempio: 

Se un tizio incontra una persona,  gli viene la tentazione di fare qualcosa con questa persona che va contro la morale e l'etica, un peccato sessuale contro ogni regola cristiana, opponendosi ai comandamenti di Gesù, prima di arrivare a far ciò, ci ha pensato e ha determinato in se il pensiero, lo ha forgiato e lo ha modellato nella sua mente finché il desiderio ha preso il sopravvento, magari ha tentato anche di opporvisi, ma poi ha ceduto, lasciandosi trasportare dal desiderio, quindi ha agito sulla sua volontà determinata e voluta. Non c'è alcuna debolezza in ciò. Si deve agire con molta determinazione e sopratutto bisogna superare le remore, i freni inibitori  e le barriere imposte da coloro che hanno immesso in noi delle regole, del non fare certe cose, ma superare questa barriera significa ribellarsi, quindi il peccato è un atto di ribellione all'autorità sia civile dell'uomo e spirituale di Dio. Se io commetto un reato, è una forma di ribellione, così anche il peccato è una ribellione e c'è bisogno di forza per attuarlo perché devi contrastare le tue resistenze.  Il peccato non è debole. 

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