lunedì 9 aprile 2018

RINNEGARE DIO.





IL PECCATO DI CHI RINNEGA DIO


Premessa: 

Anticamente come ho già scritto, il numero della parole che oggi esistono non esistevano, quindi talune parole prendevano molti sensi, anche non detti, è sicuro che il termine conoscere avesse anche altro senso, cioè quello del riconoscere, quindi diventa comprensibile che, chi riporta le parole di Dio, lo faccia con la quantità di parole da egli conosciuto. E come ho già detto, Dio si adatta alla conoscenza di quell'essere per farsi comprendere; dovrebbero essere semmai i soggetti nel futuro ad avere la capacità di comprendere l’esatto e profondo senso che tali parole hanno in realtà.


Ci sono molti che affermano questo: " io non credo in nessun Dio"..
Qui per affermare di non credere in nessuno Dio, bisogna che non conosca nessun Dio, cioè che non ne sia venuto totalmente a conoscenza, e non deve conoscere nessuna religione, cioè essere totalmente fuori dalla logica di una religione.

Come risponderebbe Dio a tale soggetto?
Lo potrebbe condannare?
No!, per il motivo che non ne è mai venuto a conoscenza prima o pregressa, per cui nessuno che conosceva o sapeva di Dio, glielo ha mai detto, per cui non può essere condannato sul fatto che non conosceva l’esistenza di Dio stesso.

Per conoscere l’esistenza di un Dio, bisogna che qualcuno glie l’abbia fatto conoscere, per cui deve averne avuto sentore e conoscenza da parte dell’uomo o di altra creatura.

In questo caso allora Dio avrebbe e potrebbe a ragione condannare l’uomo dicendo questo:

IO non ti conosco come tu non conoscevi me. “

Però se aggiungesse a queste parole: “”e mi hai rinnegato quando eri in vita.”” cambierebbe il senso della prima parte della frase, che con la seconda perde la sua logica.

Vediamo:


Dio: "Io non ti conosco come tu non conoscevi me e mi hai rinnegato quando eri in vita.----" attenzione qui dobbiamo fare una precisazione.
Dire--" io non ti conosco"-- il termine conoscere indica la conoscenza di qualcosa, ma dire io non ti conosco, significa rinnegare, rifiutare, la conoscenza; indica che non ti ho mai conosciuto prima. In sostanza Dio dice, che rinnega l’essere umano, dato che Egli lo ha rinnegato in principio, quindi Dio rigetta, rifiuta, disconosce l’essere umano, ma solo perché qualcuno ha portato alla conoscenza dell’uomo, Dio stesso.

Qui però dice, che la persona ha rinnegato Dio e per rinnegare qualcuno bisogna esserne a conoscenza; il rinnegare indica il disconoscere, rifiutare. Secondo il mio punto di vista lafrase non è perfettamente giusta, probabilmente chi ha interpretato ha sbagliato interpretazione e il verbo non era (conoscere), ma riconoscere. Rispetto a conoscere il riconoscere significa non solo conosce ma anche riconfermare la conoscenza, cioè conoscere due volte. La prima volta conosci il soggetto, ne vieni a conoscenza, la seconda volta confermi di conoscere il soggetto, cioè confermi l’esistenza di quel dato soggetto, in pratica gli credi, hai fede in esso. Per cui sicuramente il testo diceva riconoscere, perché aveva già una conoscenza pregressa. Per cui rinnegare indica proprio la conoscenza del soggetto rinnegato, cioè già conosciuto. Quindi il riconoscere è l’attestazione di chi si conosce, cioè l’ammissione di confermare chi si conosce.

Dio infatti già conosce l’essere umano, ma l’essere umano non è detto che conosca e che abbia mai sentito parlare di Dio, per cui non è detto che ne abbia conoscenza e se non ne ha conoscenza non può neppure confermare l’esistenza, se vuole, se ha fede e crede in questo Dio.
Perché semmai Dio non ha detto io non ti conosco, ma ha detto io non ti riconosco, perché dire riconosco indica che lo deve conoscere, altrimenti non ha senso logico. E’ ovvio che Dio conosca ogni singolo essere umano, quello che non è ovvio che l’uomo conosca Dio.

Rinnegare Dio o qualsiasi altro soggetto significa averne conoscenza pregressa da parte dell’uomo, cioè saper che Egli è Dio, altrimenti il rinnegamento non ha senso.

Quindi l’uomo rinnega Dio solo se lo ha conosciuto.

Ma Dio avendo conosciuto l’uomo fin da principio, quindi lo conosce da sempre, non può dire io non ti conosco, perché in realtà Dio conosce tutti gli esseri umani fin da principio, ma deve dire io non riconosco, che indica il disconoscimento come figlio, cioè ti rifiuto, dato che tu essere umano mi ha rinnegato. Il disconoscimento di Dio, è in relazione alla negazione dell'esistenza di Dio, che nel caso specifico implica anche un azione verso il prossimo perché dire tu mi ha rinnegato indica solo che hai agito verso di me dicendo che non mi credi e non mi riconosci, cioè non mi confermi; ma l’uomo deve aver agito anche male verso Dio, nel propagandare questo disconoscimento; in sostanza il male peggiore viene dal fatto che non solo l’uomo rinnega l’esistenza di Dio in se stesso, ma anche che ne faccia uno scopo della propria esistenza..

Infatti ad un analisi attenta della frase, di condanna di Dio emerge proprio questo:

La farse ha in se, due passaggi e due condanne:
  1. come tu non conoscevi me”: l’uomo disconosce Dio in se stesso.
  2. mi hai rinnegato” : l’uomo fa azione maligna verso il prossimo rinnegando Dio in presenza degli altri, cioè in pratica agisce in modo tale da influenzare gli altri che lo ascoltano affinché essi rinneghino Dio.
  3. c’è anche un altro aspetto da non sottovalutare, dice mi hai rinnegato,per rinnegare, bisogna confermare di credere in Dio, quindi la farse cela in se diversi aspetti, primo il soggetto conosce Dio, quindi Egli è stato portato a conoscenza da altri, lo conferma, ma poi cambia idea e lo rinnega, cioè lo ha rifiutato, ecco il peccato.
    Ecco perché Dio condanna l’uomo e lo disconosce o non lo riconosce, perché esso non solo ha rinnegato Di, in se stesso, ma ha fatto di peggio, inducendo il mondo a rinnegare Dio. Quindi tutti coloro che propagandano la non esistenza di Dio in tutte le forme possibili, hanno già su di loro questa condanna.

L’uomo dice: " io non credo in nessun Dio"

Dio gli risponde nel suo giudizio, così: “ io non ti riconosco perché tu non hai riconosciuto Me, mi hai rinnegato nella tua vita terrena. “

Ovviamente come detto sopra, questa farse ha senso logico solo per il fatto che qualcun altro ha messo a disposizione dell’uomo la conoscenza di Dio, altrimenti Dio non potrebbe giudicare quest’uomo se nessuno gli ha mai parlato di Lui. Non solo Dio non può dire io non ti conosco, perché in realtà Dio conosce tutti gli esseri umani fin da principio, per cui ha detto sicuramente io non riconosco, cioè non ti confermo e quindi ti rinnego.



Quindi la frase, sarebbe stata più precisa se fosse stata scritta così:

Io non ti riconosco, come tu non hai riconosciuto me e mi hai rinnegato quando eri in vita.


Per cui chi rinnega Dio, fa lo stesso peccato che Satana fece e che Giuda Iscariota fece e che in qualche modo lo fece pure Pietro, ognuno di questi soggetti in modo diverso, quindi anche con una gravità differente, anche in base al ruolo che ognuno di questi aveva presso Dio. Si perché un conto è il rinnegamento di Satana e un conto è quello di Giuda e quello di Pietro.
Sono due cose diverse, perché Satana aveva ed ha, la totale e perfetta conoscenza di Dio, mentre Giuda e Pietro no, per cui la condanna è diversa e in proporzione al danno effettivo arrecato, in base proprio all’effettiva conoscenza e al fatto di essere due esseri diversi, anche questo incide, un conto è essere un essere umano e un conto è essere uno Spirito, è molto diverso. L’essere umano può non comprendere tutto e fatica nel credere, ma uno spirito che nasce tale e quindi conosce la realtà degli spiriti, e fin da principio credette in Dio, ma poi lo rinnega .


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