domenica 22 aprile 2018

Gesù: " I ricchi hanno già ottenuto la loro ricompensa"


Messaggi brevi da Dio:


Messaggio, 21 aprile 2018 ore 5:15
Nostro Signore e Re Gesù, il Cristo di Dio:

"L'uomo più ricco del mondo non è colui che possiede regni della terra, ma colui che possiede la sapienza di Dio.
La sua vita potrebbe non valere nulla al cospetto dei potenti, ma per Dio vale più di tutti i regni della terra."

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Gesù dice nel vangelo che "i ricchi hanno già ottenuto la loro ricompensa". 

In questi giorni non si fa altro che parlare del 92esimo compleanno della Sovrana d'Inghilterra, la Regina Elisabetta II Windsor, definita dalla stampa le regina delle regine, beh senza offesa per la regina più longeva di questo mondo, ma la Regina delle Regine non è Elisabetta II, ma la Madre di Dio che è decisamente più importante che la Sovrana d'Inghilterra, per altro capo della chiesa protestante. Sentivo il motto "Dio salvi la regina", beh m'è venuto un po da ridere, perchè essendo protestanti e non cattolici mi chiedo a quale Dio si rifanno, visto che i protestanti respingono molte cose della Chiesa Cristiana Cattolica Romana. Oltretutto i sovrani Inglesi appartengono pure alla antica Massoneria inglese sicuramente la più consolidata in Europa e che in questi tempi dirige buona parte del mondo, come una talpa, per cui mi chiedo ancora a quale Dio fa riferimento il motto "dio salvi la regina" visto che il dio, dei massoni è satana? Quindi ben si comprendono le parole taglienti di Gesù che ha affermato che i potenti e i ricchi del mondo hanno già ricevuto la loro ricompensa, e inoltre fa capire anche dalla tentazione di Satana verso di Lui, che egli tiene in suo possesso tutti i regni e i tesori di questo mondo. Un ricco, un potente e un re o un principe ha già avuto la sua ricompensa in questo mondo, specie quando il sovrano ha pensato sopratutto ad arricchire se stesso e a vivere nell'agio ostentandolo in ogni modo, senza dedicarsi e spendere la propria vita per il prossimo, proprio come fa, Dio ogni giorno, facendosi umile, povero, e servo di tutti; qual'è il ricco, il potente o il sovrano che fa questo? Nessuno!
Per cui giuste le parole di Gesù: "Hanno già ricevuto la loro ricompensa".

Allora è giusto dire, cosa serve possedere tutti i regni della terra se l'uomo perde quello eterno!

Gli inglesi sicuramente non apprezzeranno queste parole, ne sono certo perchè hanno fatto dello loro regina un idolo, come di tutti i reali inglesi e così tutti i sudditi di questa terra vedono i loro regnanti, come idoli, come prototipi di seguire, e anche tra i presidenti e ogni governante ha la sua schiera di adoratori, non parliamo di vip, e come nel precedente messaggio anche il peccato è entrato nella classifica del culto di adorazione. L'uomo adora se stesso, la vanità è il primo tra i peccati di autoudolatria. 

Faccio lo stesso gli auguri alla sovrana d'Inghilterra Elisabetta II solo perchè ha raggiunto i suoi 92 anni di età e le dico questo si converta e creda in Cristo Gesù, perchè noi idoli umani, non siamo eterni, e poi di là meglio andare in un bel posto che continuare a tribolare come facciamo qui. Non credete?


L'uomo divinizza tutto quello che crea, fa e immagina.



Messaggio 21 aprile 2018 ore 15:00

"Figli,

I peccati antichi sono i peccati di oggi, mentre anticamente si idolatravano gli uomini, la natura e gli astri, in questo vostro tempo l'idolatria si è spinta anche verso il peccato, l'uomo trasforma in idolo tutto quello che immagina, desidera e crea, non c'è più nessun freno al suo desiderare, avete innalzato ogni peccato ad idolo, lo avete posto sopra di voi, ne avete fatto fondamento delle vostre leggi, lo proteggete nei vostri cuori, tanto che arrivate anche ad incarcerare la verità, pur di stabilire il vostro Io, sopra ogni cosa, anche sopra di Me. 

Il tempo passa e molti, molti, molti perdono il bene più prezioso di questa vostra brevissima esistenza, l'eternità; tra questi tanti e troppi consacrati si sono lasciati ammaliare da questo mondo, si sono dedicati al culto di se stessi, desiderando le cose del mondo, innalzano sopra di loro i loro peccati, invece di resistere alle passioni, ne fanno oggetto di adorazione e venerazione, così satana e le sue schiere sono sempre più forti, sempre più presenti in questa vostra società pronta ad essere mietuta. 

Sono Io il Primo e L'ultimo, l'Eterno le mie parole sono sempre poco intese. 
Se l'uomo oltre la preghiera, non ritorna a Me, non fa le opere necessarie per la vita; si prepara una strada amara, insidiosa, nell'apparenza piacevole, ma nella sostanza nelle tenebre più oscure, vi perderete nei flutti del peccato, perderete di vista la meta e molte altre vie si presenteranno ai vostri occhi all'apparenza più allettanti, ma il sentiero che porta al mio regno Eterno, sarà per voi sempre più lontano, se scacciate Me da voi, come posso Io, darvi il mio sostegno se voi non lo volete e non vi lasciate Amare dal Padre nel Figlio, mediante la mia e vostra Santa Madre!?

Arriverà il giorno, grande e ponte, ma nessuno di voi, neppure gli eletti, ne i santi lo conosce, nessuno saprà quando si avvicinerà quell'ora buia per il mondo, ed ecco che tutto accade e all'improvviso sarete non più tra i vivi, ma i morti saranno i vostri nuovi compagni, tanti tantissimi amanti di se stessi, e del proprio peccato, non avranno il tempo neppure per un amen, che tutto si compirà. 

Non attendete di cambiare, non attendete di togliere dai vostri occhi quel velo oscuro, che v'impedisce di vedere Me, scuotete dai vostri passi, il peccato, liberatevi subito da esso, se volete la vostra volontà è più forte di ogni male, ma se pensate di non farcela, chiamatemi figli, ed Io vi renderò guerrieri intrepidi,  vi darò la mia Forza e il mio Spirito vi toglierà il velo dei Vostri occhi. 

Ogni giorno, vi tendo la mia mano,  ma non sentite le mie carezze? 
Il mio alito leggero, che vi do gratuitamente a tanti che ancora beneficiano della mia presenza del mio amore per voi, Figli lontani e taluni ingrati. 
Abbandonate il peccato e tornate a me, Io vi renderò Luce alla Luce, sarete fari nelle tenebre del mondo. Non abbiate paura, chi è in Me, non teme nessun male, siete fieri di aver Me in voi, in Eterno, perchè chi ha Me in voi, vivrà in Eterno e la morte non sarà su di Lui, così come promisi ai miei 12 apostoli, sarà per tutti coloro che nella sincerità dei vostri cuori diranno convintamente Si a Me.

Non siete nati per appartenere al peccato, ma siete figli della Luce, rivestitevi di Luce e accoglietela in voi, accettando quanto vi do e vi mando, lasciate che questo mondo passi, con i  suoi dolori e le sue pene, ma la mia legge è scritta in eterno e solo quella rimarrà in eterno, l'uomo è qui per mia volontà e volere, nella libertà vi ho costituiti, ma non nel peccato. Non fate della vostra vita un idolo di peccato, non fate dei peccati i vostri idoli, altrimenti ben pochi uomini meriteranno la salvezza eterna. 

L'Eternità figli vi attende, ed è molto molto più bella di quello che qui vivete, questa vostra terra è solo un piccolo angolo di paradiso che io creai in Origine per voi, senza macchia di peccato, ma come sapete l'uomo fu disubbidiente, e ha lasciato in essa il seme del peccato che si perpetrerà finché ci sarà vita in esso.

Figli miei amati, Vi amo, e desidero che veniate tutti a Me, sopratutto voi che non mi conoscete, voi che appartenete a idoli falsi e bugiardi, se l'uomo non passa attraverso di Me e non prende Me in se, non avrà parte della Mia Eternità.

Chi nella sincerità e nella verità si pente e desidera aver Me in se, nel giorno del suo trapasso, verrà Io a prendere l'anima, perchè viva con Me, con il Padre, la mia dolcissima Madre, nel Mio Regno Eterno, Vi aspetto figlioli cari."




sabato 14 aprile 2018

L’Ardire dell’uomo nel giudicare Dio.


Chi giudica non giudica mai se stesso.



L'attività del giudicare nasce dalla necessità di dipanare la ragione tra più contendenti, sia nel sociale, comportamento, in attività religiose, in quelle legali, etc, per stabilire chi possa essere nella verità e chi invece nella menzogna; sostanzialmente questa è l'azione del giudicante, cioè di colui che si pone a giudice del prossimo(giudicato).

Tutti coloro che si accingono a dare un giudizio, lo fanno sempre in virtù, del fatto che essi stessi si estraneano dal senso del giudizio in senso generale del termine, e giudicano il prossimo come se il loro giudicare non ricadesse anche su di loro.

Cosa intendo dire, ho letto recentemente alcuni scritti di S. Giovanni della Croce e altri di S. Agostino e altri ancore di alcuni altri santi, tra tutti questi ho intravvisto un comune denominatore, quello di giudicare l’opera di altri soggetti che siano nella chiesa o fuori di essa, escludendo dal loro giudizio se stessi, come se un S. Giovani della Croce, un S. Agostino o altri fossero super-parte, come se le loro stesse parole non potessero ricadere su loro stessi, cosa assai sbagliata.

Qual’è fondamentalmente la differenza che c’è tra il giudizio di un santo umano e Dio?

La differenza sta sostanzialmente nel fatto che il giudizio di Dio, non solo è perfetto ma esso è un giudizio che prima guarda se stesso e poi riflesso verso gli altri; invece il giudizio dei santi umani, è parziale, perché non guarda mai verso se stessi ma guardano verso il mondo, credendo che per il fatto di essere “santi” di possedere in se stessi, la capacità di giudicare nella verità, solo Dio possiede tale capacità, perché Egli è la verità. Ripensando alle parole dell’angelo bambino, di cui S. Agostino non comprese la lezione, che andava molto oltre l’aspetto il dire la tua mente non può contenere la sapienza di Dio, ma questo richiamo di Dio verso S. Agostino era un richiamo verso tutti i futuri santi, profeti, teologi, ect, tutti coloro che pensando con la loro mente, avrebbero commesso lo stesso identico errore, quello di porsi loro stessi a giudici di altri, simili o diversi.

Dagli scritti per esempio di Giovanni della croce, ho notato che il santo, oltre al fatto di non porsi esso stesso, come accusato o in obbiezione con se stesso, si riteneva intoccabile e perfetto nei suoi giudizi, quando invece il suo discorrere era fatto unicamente per ledere l’altrui spiritualità, per decretare con la sua mente, quali fossero le regole da seguire per indicare dove potesse esserci o non esserci lo spirito di Dio e anche se ci fosse stato meglio fuggire anche da esso. Senza accorgersene Giovanni della Croce, tenta di ridurre al silenzio lo spirito, tenta di reprime alcuni aspetti anche di Dio, quasi da risultare esso stesso un anti-dio. Ma non guarda mai a se stesso, non guarda mai cosa egli era, non guarda mai, cosa Dio dava a lui, non guarda mai cosa esso provava nel suo intimo quando Dio lo toccava, escludeva tassativamente tutte le sue manifestazioni del divino in lui, quasi ne avesse intimamente paura; eppure aveva l’ardire di giudicare il prossimo sempre in senso negativo, come se solo lui era l’intoccabile, il perfetto, il modello da guardare, il modello da tener presente per il futuro. I suoi scritti non sono improntati per determinare un vero giudizio perfetto, in seno alla verità di Dio, ma un giudizio imperfetto, perché lui stesso non si metteva mai in gioco, non giudicava se stesso, non giudicava le sue sensazioni, non metteva in pubblico quanto a lui stesso accadeva, così fece Agostino e così fecero altri dopo di loro, spinti dagli errori di costoro a emularli nei pensieri e nel voler giudicare anche l’opera stessa di Dio.

Se al tempo di S. Giovanni delle Croce ci fosse stato un Cristo vivo e il santo avesse dovuto giudicarne la bontà o la santità se avesse giudicato con le basi che sono arrivate a noi oggi, quel Cristo; senza ombra di dubbio non sarebbe riuscito a passare l’esame, da quanto rigide e rigorose sono ed erano le parole di S. Giovanni della Croce, tanto da riuscire a scardinare anche Cristo stesso.

Questo per dire che nel corso della storia di questa chiesa, molti profeti e/o santi, si sono immedesimati a giudici di altri, ma non lo hanno mai fatto con uno spirito di vera santità, ne di pietà, ne di quella bontà di solo appannaggio di Dio, non lo hanno mai fatto immersi nel pensiero di Dio, non hanno mai pensato di attendere il pensiero di Dio, non si sono realmente appoggiati al pensiero di Dio alla sua vera sapienza, hanno voluto far da se ragionando con la loro mente, proprio come fece S. Agostino che ragionava da se, e molti altri fecero lo stesso errore, nel voler giudicare anche l’opera di Dio tra gli uomini e stabilire della basi così strette che neppure il Figlio di Dio poteva star dentro. Questi loro giudizi sono diventati vere leggi di una chiesa, che alle volte distrugge per fino se stessa, da quanto sono rigide le loro parole, in tema di giudizio delle opere di Dio nell’uomo.

Ma come dimostrato il giudice eterno(Dio), bai-passa sempre le opere imperfette degli uomini che si credono perfetti e non pongono mai interrogativi su se stessi, non si pongono mai in contraddizione con se stessi; prima di parlare e esprimere un qualsiasi giudizio verso qualsiasi essere umano, santo o non santo.

Le parole dell’angelo bambino furono disarmanti verso S. Agostino, mi sarebbe piaciuto porle anche S. Giovanni della Croce e gli avrei chiesto se secondo il suo ardire le avrebbe ritenute valide, sono certo che il suo giudizio sarebbe stato negativo, da quanto si sentiva arrivato e intoccabile, tanto da porre con certezza assoluta delle basi che hanno limitato perfino l’opera di Dio tra gli uomini, creando non pochi problemi e restringendo così tanto il campo d’azione di Dio che senza rendersene conto ha favorito il nemico infernale; da quanto credeva di essere umile, ma l'umiltà gli sfuggiva. Molto spesso nei soggetti che si credono già grandi, già santi e sanno in loro stessi cosa li spetta anche se dicono al mondo, alla chiesa e a se stessi di non meritare tanto, ma nel loro intimo sanno, cosa gli spetta, sapendo che avendo fatto tutto o tanto in loro possesso avrebbero comunque sia ottenuto qualcosa, è questo il problema di costoro. Non si può giudicare il prossimo senza prendersi dentro in prima persona e non si può criticare senza guardare se stessi, prima si guardi se stessi e se ti rimane ancora fiato potrai criticare e giudicare il prossimo. Solo Dio può parlare a tal proposito perché l’uomo per quanto si dica bravo, buono o perfetto, rimane sempre imperfetto in ogni suo pensiero ed azione e ogni suo giudizio è fallace, specie quando tenta di dipanare le cose che non gli appartengono, quali quelle che sono di pertinenza unica di Dio, cioè lo spirito. Quando gli uomini che si credono santi, e si ergono a tali, vogliono decidere per Dio e stabilire cosa lo spirito possa o non possa fare, attenzione perché satana è molto ma molto vicino e nessun uomo neppure il più santo tra di essi può competere con lui, Solo il Cristo di Dio che fu, è, sarà, Dio poté e potrà farlo. Un uomo per quanto lo crediamo santo, ma se i suoi scritti sono privi, della logica di Dio che è un armonia del creato, non possono essere presi in considerazione perché lo Spirito va oltre ogni nostra più piccola immaginazione e si posa dove egli vuole, quando e come vuole, dovrebbe l’uomo essere più umile nel considerare le opere di Dio. Invece trovo sempre tanta arroganza anche negli uomini, specie quelli di Chiesa, che vorrebbero giudicare l’opera di Dio e limitarla alla piccola mente umana, che crede di essere grande.


Cosa ci  insegnò Cristo, chi è in alto scenda in basso e si faccia suo servo. 

Non imbrigliamo Dio, dentro mura, gabbie ed ostacoli, lo spirito va dove si posa e non chiede permesso di agire a nessuno.



lunedì 9 aprile 2018

RINNEGARE DIO.





IL PECCATO DI CHI RINNEGA DIO


Premessa: 

Anticamente come ho già scritto, il numero della parole che oggi esistono non esistevano, quindi talune parole prendevano molti sensi, anche non detti, è sicuro che il termine conoscere avesse anche altro senso, cioè quello del riconoscere, quindi diventa comprensibile che, chi riporta le parole di Dio, lo faccia con la quantità di parole da egli conosciuto. E come ho già detto, Dio si adatta alla conoscenza di quell'essere per farsi comprendere; dovrebbero essere semmai i soggetti nel futuro ad avere la capacità di comprendere l’esatto e profondo senso che tali parole hanno in realtà.


Ci sono molti che affermano questo: " io non credo in nessun Dio"..
Qui per affermare di non credere in nessuno Dio, bisogna che non conosca nessun Dio, cioè che non ne sia venuto totalmente a conoscenza, e non deve conoscere nessuna religione, cioè essere totalmente fuori dalla logica di una religione.

Come risponderebbe Dio a tale soggetto?
Lo potrebbe condannare?
No!, per il motivo che non ne è mai venuto a conoscenza prima o pregressa, per cui nessuno che conosceva o sapeva di Dio, glielo ha mai detto, per cui non può essere condannato sul fatto che non conosceva l’esistenza di Dio stesso.

Per conoscere l’esistenza di un Dio, bisogna che qualcuno glie l’abbia fatto conoscere, per cui deve averne avuto sentore e conoscenza da parte dell’uomo o di altra creatura.

In questo caso allora Dio avrebbe e potrebbe a ragione condannare l’uomo dicendo questo:

IO non ti conosco come tu non conoscevi me. “

Però se aggiungesse a queste parole: “”e mi hai rinnegato quando eri in vita.”” cambierebbe il senso della prima parte della frase, che con la seconda perde la sua logica.

Vediamo:


Dio: "Io non ti conosco come tu non conoscevi me e mi hai rinnegato quando eri in vita.----" attenzione qui dobbiamo fare una precisazione.
Dire--" io non ti conosco"-- il termine conoscere indica la conoscenza di qualcosa, ma dire io non ti conosco, significa rinnegare, rifiutare, la conoscenza; indica che non ti ho mai conosciuto prima. In sostanza Dio dice, che rinnega l’essere umano, dato che Egli lo ha rinnegato in principio, quindi Dio rigetta, rifiuta, disconosce l’essere umano, ma solo perché qualcuno ha portato alla conoscenza dell’uomo, Dio stesso.

Qui però dice, che la persona ha rinnegato Dio e per rinnegare qualcuno bisogna esserne a conoscenza; il rinnegare indica il disconoscere, rifiutare. Secondo il mio punto di vista lafrase non è perfettamente giusta, probabilmente chi ha interpretato ha sbagliato interpretazione e il verbo non era (conoscere), ma riconoscere. Rispetto a conoscere il riconoscere significa non solo conosce ma anche riconfermare la conoscenza, cioè conoscere due volte. La prima volta conosci il soggetto, ne vieni a conoscenza, la seconda volta confermi di conoscere il soggetto, cioè confermi l’esistenza di quel dato soggetto, in pratica gli credi, hai fede in esso. Per cui sicuramente il testo diceva riconoscere, perché aveva già una conoscenza pregressa. Per cui rinnegare indica proprio la conoscenza del soggetto rinnegato, cioè già conosciuto. Quindi il riconoscere è l’attestazione di chi si conosce, cioè l’ammissione di confermare chi si conosce.

Dio infatti già conosce l’essere umano, ma l’essere umano non è detto che conosca e che abbia mai sentito parlare di Dio, per cui non è detto che ne abbia conoscenza e se non ne ha conoscenza non può neppure confermare l’esistenza, se vuole, se ha fede e crede in questo Dio.
Perché semmai Dio non ha detto io non ti conosco, ma ha detto io non ti riconosco, perché dire riconosco indica che lo deve conoscere, altrimenti non ha senso logico. E’ ovvio che Dio conosca ogni singolo essere umano, quello che non è ovvio che l’uomo conosca Dio.

Rinnegare Dio o qualsiasi altro soggetto significa averne conoscenza pregressa da parte dell’uomo, cioè saper che Egli è Dio, altrimenti il rinnegamento non ha senso.

Quindi l’uomo rinnega Dio solo se lo ha conosciuto.

Ma Dio avendo conosciuto l’uomo fin da principio, quindi lo conosce da sempre, non può dire io non ti conosco, perché in realtà Dio conosce tutti gli esseri umani fin da principio, ma deve dire io non riconosco, che indica il disconoscimento come figlio, cioè ti rifiuto, dato che tu essere umano mi ha rinnegato. Il disconoscimento di Dio, è in relazione alla negazione dell'esistenza di Dio, che nel caso specifico implica anche un azione verso il prossimo perché dire tu mi ha rinnegato indica solo che hai agito verso di me dicendo che non mi credi e non mi riconosci, cioè non mi confermi; ma l’uomo deve aver agito anche male verso Dio, nel propagandare questo disconoscimento; in sostanza il male peggiore viene dal fatto che non solo l’uomo rinnega l’esistenza di Dio in se stesso, ma anche che ne faccia uno scopo della propria esistenza..

Infatti ad un analisi attenta della frase, di condanna di Dio emerge proprio questo:

La farse ha in se, due passaggi e due condanne:
  1. come tu non conoscevi me”: l’uomo disconosce Dio in se stesso.
  2. mi hai rinnegato” : l’uomo fa azione maligna verso il prossimo rinnegando Dio in presenza degli altri, cioè in pratica agisce in modo tale da influenzare gli altri che lo ascoltano affinché essi rinneghino Dio.
  3. c’è anche un altro aspetto da non sottovalutare, dice mi hai rinnegato,per rinnegare, bisogna confermare di credere in Dio, quindi la farse cela in se diversi aspetti, primo il soggetto conosce Dio, quindi Egli è stato portato a conoscenza da altri, lo conferma, ma poi cambia idea e lo rinnega, cioè lo ha rifiutato, ecco il peccato.
    Ecco perché Dio condanna l’uomo e lo disconosce o non lo riconosce, perché esso non solo ha rinnegato Di, in se stesso, ma ha fatto di peggio, inducendo il mondo a rinnegare Dio. Quindi tutti coloro che propagandano la non esistenza di Dio in tutte le forme possibili, hanno già su di loro questa condanna.

L’uomo dice: " io non credo in nessun Dio"

Dio gli risponde nel suo giudizio, così: “ io non ti riconosco perché tu non hai riconosciuto Me, mi hai rinnegato nella tua vita terrena. “

Ovviamente come detto sopra, questa farse ha senso logico solo per il fatto che qualcun altro ha messo a disposizione dell’uomo la conoscenza di Dio, altrimenti Dio non potrebbe giudicare quest’uomo se nessuno gli ha mai parlato di Lui. Non solo Dio non può dire io non ti conosco, perché in realtà Dio conosce tutti gli esseri umani fin da principio, per cui ha detto sicuramente io non riconosco, cioè non ti confermo e quindi ti rinnego.



Quindi la frase, sarebbe stata più precisa se fosse stata scritta così:

Io non ti riconosco, come tu non hai riconosciuto me e mi hai rinnegato quando eri in vita.


Per cui chi rinnega Dio, fa lo stesso peccato che Satana fece e che Giuda Iscariota fece e che in qualche modo lo fece pure Pietro, ognuno di questi soggetti in modo diverso, quindi anche con una gravità differente, anche in base al ruolo che ognuno di questi aveva presso Dio. Si perché un conto è il rinnegamento di Satana e un conto è quello di Giuda e quello di Pietro.
Sono due cose diverse, perché Satana aveva ed ha, la totale e perfetta conoscenza di Dio, mentre Giuda e Pietro no, per cui la condanna è diversa e in proporzione al danno effettivo arrecato, in base proprio all’effettiva conoscenza e al fatto di essere due esseri diversi, anche questo incide, un conto è essere un essere umano e un conto è essere uno Spirito, è molto diverso. L’essere umano può non comprendere tutto e fatica nel credere, ma uno spirito che nasce tale e quindi conosce la realtà degli spiriti, e fin da principio credette in Dio, ma poi lo rinnega .


domenica 8 aprile 2018

QUANDO L'UOMO STUDIA L'UOMO RIMANE NELL'UOMO.

CONVERTIRE  PORTANDO USANDO LA VERITÀ.



Iniziato scrivere 14:08 

L'argomento è vastissimo e sondare tutte le sfumature di esso non facile per il tempo che serve, per spiegare tutto con precisione, anche perchè ad ogni domanda e risposta ne corrispondono altre tante, se non ancora di più se ne formano, per cui cercherò di orientare il discorso, altrimenti diventa impossibile spiegare tutto, in poco tempo a parte che molto ho già scritto nei miei blog pubblici, ma non è ancora tutto, a voglia, una vita non basta. 

Fintanto che Dio mi darà vita, farò il possibile per dipanare le ombre oscure che celano la verità, affinché l'uomo si liberi dalla catene della morte-peccato. Ovviamente la mia finalità del mio parlare gratuito, forse si è capita è mostrare la via per giungere ben preparati all' incontro con il nostro Dio e il Suo Cristo Yeshua, ogni uomo che sia buona volontà e che ami la giustizia e la verità quella vera, non quella parziale umana, o una delle infinite verità di cui noi siamo fatti. Deve cercare di esternare questa verità se la conosce ne è obbligato, perchè poi il Signore degli Eserciti Eterni, chiederà a quella persona- anima perchè non ha saputo o voluto insegnare la verità ed invece ha insegnato una verità distorta per suo tornaconto, come infatti avviene oggi in ogni ordine e grado, purtroppo devo dire proprio purtroppo anche la chiesa insegna una verità non del tutto perfetta e non del tutto vera, anche molti santi che credevano di parlare con il Signore come è il caso famose di S.Agostino,  pensando con la sua testa, credette di essere vicino all'essenza di Dio, ma poi proprio quel Dio decise di fermare Agostino sul nascere, nella speranza di poter evitare danni peggiori nel corso della storia, invece cosa è accaduto, che Agostino forse proprio perchè limitato nei suoi pensieri di uomo e non ispirato sempre. Questa vicenda ci fa capire che l'intervento dell'angelo bambino indica che non sempre un uomo è ispirato da Dio specie quando emerge il suo ego e la sua presunzione, questo ci fa capire che anche un presunto santo o profeta, non sempre è illuminato in tutto quello che fa e dice dalla presenza di Dio, anzi molto spesso i suoi scritti sono solo suoi, e che la presenza di Dio è spesso rarissima anche per il "santo" anche perchè per ottenere tale dono di conoscenza, bisogna far qualcosa ogni volta di nuovo per ottenere la grazia o il dono stesso. Non so se mi sono spiegato, cerco di rispondere meglio, vediamo se io voglio ottenere una grazia devo sacrificarmi in qualcosa, quindi ho nel mio arco una freccia atta ad ottenere quella grazia, ma una volta usata quella freccia devo per forza lucrare un altra freccia, affiche la mia faretra sia sempre ben piena di frecce, in modo che posso continuamente a trasmettere una grazia, il problema è che l'essere umano proprio per la sua stessa natura carnale, è molto limitato in queste cose, ed esse esercitano su di esso dei danni anche fisici, basta guardare l'operato egli esorcisti, perchè per ottenere una grazia spesso "il richiedente" deve agire su se stesso e questo potrebbe determinare un fattore "negativo" per se stesso, cioè un sacrificio che si paga sia dal punto di vista fisico che spirituale. 

Per cui non sempre il richiedente è nelle condizioni effettive di agire in tal senso, e non sempre esso è immerso nella conoscenza di Dio, e non sempre lo Spirito Santo agisce in Lui, per cui diventa difficile per un osservatore esterno dire in un secondo momento quel testo è di origine Divina e non umana o viceversa. Se non è il richiedete onesto nel suo agire a dichiararlo e non dipana e non differenzia l'agire proprio da quello di Dio, tutto quello che verrà in seguito, tutto quello che scriverà o che crederà di aver inteso potrebbe essere confuso con un dono di Dio, cioè con parole provenienti da Dio stesso. Ecco cosa voleva dire l'angelo bambino a Agostino che molto di quello che aveva o avrebbe scritto non erano parola del Signore, e che doveva non ragionare con la sua mente, come gli uomini di chiesa gli volevano imporre, ma ragionare solo alla luce verità di Dio dopo aver sofferto e ottenuto la grazia di parlare e conversare con Dio. Questa grazia si può ottenere in molti modi, anche la conversione è uno di questi, più si convertono anime, più hai la possibilità di essere ascoltato e premiato da Dio è uno dei modi più semplici e meno dolorosi, ma anche in questo ci sono i suoi risvolti, un richiedente se soffre per Dio, otterrà in proporzione a quanto soffre, per cui la sofferenza corporea e spirituale serve soprattutto per i miracoli di guarigione sia spirituale che fisica, mentre la conversione è più adatta a quelli che implicano proprio la conversione stessa, cioè l'avere la parola santa di Dio, che paradossalmente non è proprio così semplice. Oltretutto non dipende neppure da noi ottenere la verità su qualcosa, dipende tutto da Dio e da ciò che Egli vuole fare e a chi egli vuole elargire questa parola. 
Cioè i piani di Dio, tutti sanno che sono imperscrutabili, per cui Egli potrebbe scegliere che per un dato periodo di tempo non dar a nessuno nulla, mentre potrebbe creare un essere che conosca tutto, in altro periodo di tempo, anche perchè questo si capisce proprio da alcune frasi e parole contenute dei testi sacri, nei quali (non specifico ora i punti) ci sono riferimenti precisi a chi un giorno dovrebbe portare un annuncio. 
Quando queste parole sono a noi oscure la chiesa tendenzialmente teme questo operato di Dio, e quasi gli da contro, perchè si sente in qualche modo defraudata di tale ricchezza di spirito, ma Gesù ha ben specificato a Pietro che Lui è libero da noi e può far di noi e del mondo quello che gli pare quando e come gli pare in barba a chiunque compreso Pietro e quindi a tutti i suoi successori; Gesù non esprime questo concetto come una eventualità, no lo esprime con un senso di comando per cui, Egli ha già decretato la sua volontà e così sarà. Allo stesso tempo la chiesa per una sorta di ripicca non riconosce a Dio i suo veri emissari e preferisce in molti casi riconoscere quelli che a lei le fanno comodo, si è ben visto tante volte nella storia questa guerra intestina, che non agevola il mondo le anime e ha portato tanti preti e vescovi dove non dovevano andare.
Ma alla fin fine anche se la chiesa degli uomini cerca di portar acqua al suo mulino, ma Dio è eterno è sa aspettare. certo che più lungo è questo pellegrinaggio per l'essere umano, più  i dolori saranno lunghi, le sofferenze aumenteranno esponenzialmente, non è che perchè si tenta di allungare i tempi, che le cose diventeranno più leggere è tutto il contrario.  

Quindi tornando al nostro discorso, Agostino scriveva di suo, e raramente aveva la parola del Signore, ora quanto del suo che è giunto a noi sono parola sue o del Signore?  A questo proposito bisognerebbe rilegge tutti i suoi scritti, ma io non ho nessunissima voglia di farlo, lascerò a chi ritiene di saperlo fare meglio di me, anche perchè la mia missione è diversa e ben altre cose molto più importanti devo fare. Sulla stessa riga e stregua ci sono stati tanti altri, come Agostino, l'angelo bambino non era un monito solo per Agostino ma per tutti i suoi successori che hanno ampiamente sottovalutato tale messaggio. Anzi taluni lo hanno anche proprio ignorato, il problema come ho già scritto che gli scritti della mente di Agostino come quelli di altri, oggi sono stati presi per altri studi, i quali portano avanti errori su errori. e sulla base di questi tutta la chiesa ha preso grandi cantonate e non parlo solo di Agostino anche di Paolo di Tarso, questi eventi accadono sopratutto quando il soggetto è uno studioso e quando questo soggetto ha studiato su testi pregressi di molti altri soggetti filosofi ecc,  i quali pensando di aver la verità nelle loro mani hanno condizionato intere generazione. 

Come ho scritto ad un altro utente in questi giorni, 

"Quando l'uomo studia l'uomo rimane nell'uomo"

Questo per dire che l'uomo erudito cioè istruito nella scienza e sapienza umana, specifico umana, conosce e si riveste di verità umane, che spesso si contraddicono l'una con l'altra, anche se queste verità sono state frutto della sapienza antica di Dio, ma non è detto che chi ha spiegato tale sapienza lo abbia fatto con la Mente di Dio stesso, perchè se l'ha ottenuto solo con un analisi mendiate la propria mente, otterrà non la verità perfetta,  ma una parziale verità, che è frutto degli studi umani, per cui, filtrata dal pensiero e dagli occhi umani, non dalla volontà vera di Dio, è molto molto diverso. Ciò che si ottiene da questo genere di studi, non è la volontà di Dio, ma la volontà umana, che non sempre corrisponde a quella di Dio. 

Quindi quando l'uomo studia l'uomo, rimane nell'uomo, non si eleva e non trasmette la vera parola di Dio, ma insegna il proprio ego e la propria volontà che spesso è traviata da entità che ci domina. 

L'azione maligna di satana è così sottile, ed impercettibile che riesce scavare in noi, fino a portar a compimento un suo progetto al fine ultimo di distruggere quella parole, perchè egli sa, che la Parola è il fulcro di tutto, quindi lo fa corrompendo nascostamente certi soggetti che sono maggiormente predisposti a essere catturati e parliamo proprio di coloro che sono "studiati" laureati, teologi etc e con volti elevati che si sentono grandi e non accettano che dei piccoli insignificanti soggetti, sicuramente ignoranti ai loro occhi, possano saper più di loro, Paolo di Tarso era uguale a costoro per quello che Dio gli manda un demone a trattenerlo  a tentarlo e tenerlo in umiltà (la famosa spina nel fianco) che lo torturò per tutta la sua esistenza, ma come possiamo essere certi che il demone non abbia anche in qualche modo astuto fatto dire delle cose contro? Questo lo si comprende proprio da un attenta analisi dei suoi testi , in relazione alla sacra scrittura e ovviamente serve anche qualcosa in più, perchè non basta l'analisi. 

Ora mi fermo, per oggi.. 







L'UMILTÀ VERA L'UMILTÀ FALSA.




Riporto quanto ho scritto ieri sera a braccio, sul mio profilo Facebook.

 L'umiltà non la vedrete mai nel breve periodo, ma nel lungo periodo; non conta nulla che un uomo vi dica che è umile oggi, ma domani non lo è, voglio dire che un uomo deve mantenere il suo grado di umiltà costantemente, altrimenti esso è preda di satana. Una persona che dice di essere di Dio, non può essere umile a giorni alterni. Un profeta non può essere umile alla sette di mattina mentre alle 21 di sera essere arrogante, o è umile tutto il giorno oppure la sua è una finzione; non può essere umile oggi e domani no. O L'umiltà è nel suo DNA oppure non c'è. Un agnello nasce buono, mite, affettuoso, quindi lo è sempre, così deve essere l'umile; però l'umile non è detto che sia una soggetto inebetito, può avere anche un atteggiamento da leone, perchè l'umiltà non centra nulla con il carattere. Vediamo Cristo che è l'esempio perfetto l'umile nella perfezione, un leone nel carattere, cioè fiero, forte, ma di infinita umiltà. Il carattere non va a rendere debole un umile, anzi il carattere deve essere plasmato con l'essere umile o meglio dire che i due elementi devono essere compenetrati nell'uno e nell'altro, cioè uno solo, un carattere forte ma umile. Una parte dei santi, che ricordiamo aver avuto un carattere di questo tipo erano persone che dominavano la scena, tipo il Battista, Cristo stesso che però esce un po dagli schermi umani, anche se lo prediamo ad esempio estremo, al nostro tempo abbiamo S.Pio da Pietrelcina, forte ma umile. Quando ci sono queste caratteristiche siamo in presenza di una persona che ha una buona probabilità di divenire santo.

Un interlocutore mi scrive:

Alfry Antonini  certo un santo e profeta è costante perché è stato scelto da Dio per quel ruolo. Una persona normale invece ha degli alti e bassi perché non è elevata come un santo però non è detto che è in. preda a satana a momenti alterni ma che è una persona imperfetta. non è tutto di Dio o di satana ma c è anche uno spazio intermedio che è dato dall'imperfezione che non per questo è possesso demoniaco ma terreno incolto da arare e santificare per arrivare alla salvezza.

Ho risposto:


Bisogna specificare qualcosa altro...
Prima di tutto, bisogna capirsi cosa s'intende per normale. 
Nella logica di Dio, ciò che è fuori di Lui, non è in Lui, ma può divenire preda del maligno. 
Lo spazio che intercorre tra l'essere santo o demone è veramente minimo, noi lo potremo descrivere come massimo, in realtà non è così, è proprio minimo, perché in quel piccolo spazio minimo si sviluppa tutta la nostra esistenza, in una normalità che potremo definire mediana, ma realmente non esiste la normalità; cosa intendo dire, c'è un punto d'ingresso per entrambi i lati, che si vada verso il positivo o verso il negativo. L'azione nefasta di Satana è talmente vasta che secondo il nostro pensare di persone normali, esso è limitato perché Dio così già deciso, ma non è così.  Quasi consideriamo, che una zona di questa parte satanica sia normale nel nostro intendere la normalità, invece purtroppo non è affatto così, per capire ciò, bisogna spiegare una cosa; Satana agisce fin dove il suo potere si spinge, nella così detta nostra normalità. Noi conosciamo i peccati, sappiamo quali sono in senso generale del termine, ma se dovessi spiegare esattamente tutti i peccati esistenti mi ci vorrebbe un mese, forse non mi basta. Ma non voglio fare questo, mi limiterò a dir un concetto che interessa maggiormente. 

Dicevo che l'azione nefasta di satana va da un suo miro-minimo ad un suo macro-massimo, c'è una piccola frase che spiega molto bene questo aspetto, aldilà che dica altro, ma si capisce fin dove esso può arrivare, e si comprende quanto sia veramente risicata questa nostra normalità. Si dice e si legge che il potere di satana, “non deve adombrare Dio”, ora questa frase che appare nel contesto poco importante, se si legge nell'ottica giusta si comprenderà che dire “non” deve adombrare Dio significa che ha un potere che quasi che arriva a Dio stesso, ma dice “non deve”, indica che esso è limitato nel suo agire da Dio stesso, il temine adombrare indica far ombra, cioè sovrastare e con questo non voglio dire di più e non è il caso. Ora se si comprende tale immenso mistero, ma io non sono autorizzato a rivelare, però ho già detto qualcosa, si comprende che il suo potere è tale da rendere la normalità inesistente, perché anche il nostro vivere normale può essere una condizione di peccato, ve lo spiego in altro modo. Adamo ed Eva, dopo la loro decisione di ribellarsi all'autorità di Dio diventano mortali, cioè passibili di qualsiasi genere di peccato, ma in realtà erano costantemente nel peccato, non perché avevano fatto il peccato originale, no, ma perché erano entrati con la loro decisione in uno stato permanente di peccato, per il quale tutte le generazioni a venire vissero, vivono e vivranno in un peccato che è presente costantemente, come base di questa presunta normalità. Purtroppo non posso dire di più. Quindi quando satana agisce o fa in virtù del fatto che se viviamo in questa apparente normalità siamo assai soggetti alle sue angherie, ma per vivere in questa normalità e non prendo un soggetto dedito al culto di Cristo-Dio, ma un qualsiasi soggetto ateo o pagano non ha importanza, costoro proprio per il fatto che vivono questa normalità, sono facilmente preda di satana anche se questi non sono indemoniati, non significa che satana non esista nella loro vita. Non c'è bisogno di essere posseduti per essere di satana, ci sono moltissimi nella società che credono di vivere in una normalità, ma invece vivono nella normalità del male, che ai nostri occhi può apparire come bene debole, ma il bene debole non esiste, esiste solo un forte bene. L'imperfezione è opera satanica, perché anche i progenitori furono fatti perfetti e l'eden lo stesso, quando i due furono cacciati vi è scritto che per colpa del loro peccato, tutto il creato ha subito lo stessa sorte cioè è stato macchiato dal medesimo peccato, cioè tutto era permeato di male, quindi questa loro nuova realtà che noi definiamo normale è in realtà un alterazione cioè un debole male, nel quale satana è molto presente è grazie a questo che l'uomo è costantemente pressato da questa presenza assillante, se abitassimo una zona intermedia satana non agirebbe sul mondo e in noi, invece proprio a causa di ciò, noi viviamo una normalità che non esiste. In parole povere noi viviamo immersi costantemente nel peccato, ma grazie all'azione di Dio che possiamo dirci liberi di pensare e decidere diversamente dal continuo tormento che le nostre anime sono sottoposte ogni istante, specie chi vive lontano da Dio, lontano dalla sua grazia, Tormento che non sempre chi non vive in Dio percepisce, perché spesso cosa accade che satana è astuto non fa percepire questa sua presenza come un male, lo fa solo quando vede che l'anima si avvicina a Dio stesso; allora in quel momento iniziano i tormenti, molto spesso troviamo molte persone che vivono molto bene nella nostra società pur non essendo di Cristo-Dio, questo perché il maligno da a loro ogni “bene” cioè li lascia in pace, invece tormenta coloro che sono di Dio o che si avvicinano a Dio, ma se la presenza di Dio è molto marcata difficilmente il maligno riesce a penetrare in queste persone, perché Dio da la costante protezione a queste e nessun male viene a loro, ecco questi sono i due estremi. Quindi la normalità in realtà è un illusione che noi volontariamente ci siamo creati o meglio dire che satana ha ideato per noi e a noi suggerito coni grandi pensatori del passato, anche qualche santo, come giustificazione di un qualcosa che sfugge a gran parte degli esseri umani.

Jonn Boanerges Ci basta anche solo la parabola che Gesù stesso esprime dicendo coloro che si pongono al centro cioè i tipidi lui li vomita, mentre apprezza i freddi o i caldi, facendo capire che non esiste una dimensione intermedia o sei di Dio o sei di Satana non esiste per Cristo la condizione a metà quindi la normalità non esiste. La normalità sarebbe considerata da Gesù proprio una situazione tiepida, quindi come appena detto sopra tutta facente parte del lato del male. Quini o bianco o nero, le vie di mezzo non esistono.

Alfry Antonini anche uno quando è giustificato resta peccatore ma può salvarsi perché Gesù con la morte e resurrezione permette la giustificazione. per quanto riguarda lo spazio tra Dio e satana se non esiste temo che ce ne sono poche di persone cosi elevate da essere a posto con i requisiti necessari.


"per quanto riguarda lo spazio tra Dio e satana se non esiste temo che ce ne sono poche di persone cosi elevate da essere a posto con i requisiti necessari" 

Per questo le anime dei santi valgono molto, perchè pesandole pesano come tutte quelle che sono andate perse. Ma non è vero che solo le anime santificate dalla chiesa sono sante presso Dio, ci sono molte anime sconosciute alla chiesa che sono santificate da Dio e non sempre ciò che la chiesa santifica è santificato da Dio. Sulla questione dei santi, la chiesa farebbe bene a non santificare nessuno, perchè è solo Dio che può esercitare tale decisione e solo Dio sa con precisione se una anima ne è degna

Devo terminare di rispondere al nostro amico, sul concetto espresso: 
"anche uno quando è giustificato resta peccatore ma può salvarsi perché Gesù con la morte e resurrezione permette la giustificazione."


Gestire
Ovviamente qui ci sono degli argomenti che dovrò trattare a parte molto più profondi che qui ho trattato marginalmente per una questione di fretta, perchè su facebook non si può rispondere con precisione chirurgica, come faccio solitamente.





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