martedì 2 giugno 2015

IL CHERUBINO E S.AGOSTINO!

S. Agostino e il cherubino-bambino.



Un paio di domeniche fa, a messa mi ha colpito questo aneddoto su s’Agostino, l’ho scritto sul cellulare per cercare, perché volevo scrivere qualcosa, che mi era balenato nella mente, poi me ne sono dimenticato, questa sera leggendo altro su un altro santo m’è tornato alla mente l’episodio … così ho fatto una piccola ricerca in rete e ho trovato curiosamente tre versioni un po’ diverse, mi chiedo come mai ….cmq.

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Sant'Agostino passeggiava lungo la spiaggia meditando sul grande mistero della Trinità.
Vede un bambino che, scavata un buca nella sabbia, vi versava l'acqua che attingeva con una conchiglia dal mare. - Che fai, bambino mio? Voglio mettere il mare in questa buca...
- E' impossibile... mettere il mare così vasto in una buca così piccola...
- E allora... come puoi tu richiudere nella tua piccola testa... Dio così infinito?
E l'angelo sparì.

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Vediamo di creare un testo con gli elementi comuni …
Sant'Agostino passeggiava lungo la spiaggia meditando sul grande mistero della Trinità.
Che fai, bambino mio?
Voglio mettere il mare in questa buca...
- E' impossibile... mettere il mare così vasto in una buca così piccola...
- E allora... come puoi tu richiudere nella tua piccola testa... Dio così infinito?

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"Bambino, cosa fai?".
Il piccolo senza interrompere il gioco, gli rispose:
"Voglio chiudere il mare in questa piccola buca!".
E Sant'Agostino: "Ma come puoi pensare di racchiudere il mare, che è così grande, in una buca così piccola?".
"E tu come puoi pensare di comprendere Dio, che è infinito, con la tua mente, che è così limitata?!"
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In sostanza l’angelo scava la buchetta nella sabbia e usa un conchiglia per versare un po’ di acqua alla volta nella stessa.
Agostino gli pone la domanda come puoi versare l’acqua del mare che è enorme nella buca?
L’angelo risponde e tu come puoi pensare di comprendere con la tua mente così limitata la mente infinita di Dio!?

In sostanza l’angelo rimprovera gentilmente S. Agostino e gli dice in pratica di fermarsi, perché è già arrivato al limite della sua comprensione, ma questo monito che l’angelo-bambino fa ad Agostino dice altro, in pratica, l’angelo lo invita a interrompere i suoi studi sulla Trinità, perché probabilmente le sue parole non erano di ispirazione divina, altrimenti l’angelo non avrebbe detto , la tua testa è cosi piccola che non arriva a comprendere l’immensità di Dio, e non può contenerlo. Perché se le sue parole fossero state di ispirazione divina, l’angelo non avrebbe dato quella risposta, che è proprio indicativa di un essere umano che cerca di scrutare oltre le sue cognizioni umane, cioè scrivere con a sua testa e non con lo Spirito Santo, quello che è l’universo di Dio. 
Che poi dopo Agostino sia divenuto in Santo è un altro discorso.


Ma vediamo di capire di più se possiamo …

Voglio mettere il mare in questa buca...
- E' impossibile... mettere il mare così vasto in una buca così piccola...
- E allora... come puoi tu richiudere nella tua piccola testa... Dio così infinito?

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"Voglio chiudere il mare in questa piccola buca!".
- "Ma come puoi pensare di racchiudere il mare, che è così grande, in una buca così piccola?".
"E tu come puoi pensare di comprendere Dio, che è infinito, con la tua mente, che è così limitata?!"

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Voglio mettere/chiudere la buca è il parallellismo delle mente(testa), il mare è il parallellismo della sapienza, dell'intelletto, ecc o dell'immensità di Dio! 

Rinchiudere/Comprendere = cioè voleva dire contenere, come puoi contenere la mente infinita di Dio!!!   Non lo puoi ne comprendere ne tener rinchiuso o contenuto... 


Questo testo indica proprio che S. Agostino si era intestardito a voler a tutti i costi sondare l’immensità di Dio … e l’angelo era li per farlo desistere dal suo continuo pensare a questa cosa…

Molto probabilmente l’angelo era stato mandato lì, perché il Signore aveva visto che Agostino si stava perdendo dietro a suoi pensieri, che potevano portalo fuori strada e per impedirgli di subire un attacco demoniaco, gli inviò in soccorso questo piccolo angelo, oltretutto la dimensione dell’angelo- bambino doveva essere compresa e non scartata … anch'esso nella sua dimensione di bambino voleva far capire a S. Agostino che l’immensità potrebbe stare anche dentro all’immensamente piccolo … ma che Agostino non ha afferrato il concetto, tanto che l’angelo gli ha risposto in quel modo. 

Il fatto stesso che l’angelo fa questo “gioco” di portare acqua nella piccola buca, e lui che era piccolo proporzionalmente alla buca, quel piccolo angelo conteneva una conoscenza più vasta di Agostino, tanto che gli dice io possono anche mettere tutta l’acqua del mare nella buca, ma tu non metterai o racchiuderai in te l’immensità di Dio. Come per dire la capacità di piccolo angelo è pari a quella dell’enormità dell’oceano, ma l’immensità di Dio nessuno la raggiunge.

L’angioletto probabilmente un cherubino, gli porta questo consiglio da parte di Dio, di fermarsi e pensare ad altro più importante e non perdere il suo tempo con pensieri cui lui non sarebbe mai arrivato.

Questo fatto, è un monito anche ad altri, soggetti che dopo di lui probabilmente investigarono, ma la cosa interessante che questo piccolo episodio forse è più importante di tanti altri, anche degli stessi scritti di Agostino, probabilmente nell'infinita sapienza di Dio e nella sua eterna conoscenza Egli aveva visto che gli scritti di Agostino sarebbe serviti per studi di altri ed è molto probabile che Dio in qualche modo volesse fermarlo al fine di impedire che i successori di Agostino potessero scrivere e pensare cose errate, con la conclusione che poi si sarebbero prodotte anche delle eresie.  

Penso che sia proprio questo il monito del Cherubino.

Da quello che ho letto di altri interpreti di questo passo, tutti hanno visto un aspetto del fatto sotto un ottica diversa, non hanno letto le parole nascoste in questo evento, hanno letto quello che è piaciuto leggere.

Sant'Agostino passeggiava lungo la spiaggia meditando sul grande mistero della Trinità.
Il fatto stesso che S. Agostino medita sui misteri della Trinità, significa che esso pensava molto con la sua sola mente, e l’angelo in questo caso lo dice pure, in sintesi: come puoi tu con le tue sole forze contenere tutto l’infinto di Dio! , inoltre questo fatto è anche un rimprovero ed un invito a chiedere l’ausilio dello Spirito Santo, per arrivare a comprendere oltre i limiti della mente umana ed evidentemente S. Agostino non  faceva questo, e forse aveva un po’ di arroganza nel pensare che lui con la sua notevole intelligenza potesse scrutare i misteri di Dio …


Questo fatto è un monito a tutti gli studiosi di teologi e di ogni altra scienza.

Ci dobbiamo chiedere Agostino dopo questo evento, capì la lezione oppure continuò a scievere con la sua mente? E se lo fece, i suoi testi attuali sono buoni o no? 

Preghiera alla Madre di Dio!


Preghiera alla Madre di Dio detta a Boanerges.


Benedetto sii tu Signore mio Dio.
Santificato in principio sii tu verbo di Dio.
Glorificato in eterno sii tu Spirito Santo Dio.
Onore e gloria alla Santissima Madre, sii tu benedetta fra tutte le donne


IL TESTO è STATO RIMOSSO PER RAGIONI DI EDITORIA


La preghiera è stata dettata da un angelo finche ero in preghiera.
Boanerges, 12 maggio 2015

La prossima Eclissi!

La prossima Eclissi!

Messaggio visione del 25 maggio 2015.

Il sole sarà oscurato totalmente, un triplo evento si avvina, la luna oscurerà il sole, un astro creerà terrore, l'ascesa del re del terrore. 

Durante la prossima eclissi totale di un 28. …. Di cui la sua durata sarà di circa 3 ore nelle quali avverano riti satanici, oltretutto questa eclissi segnerà l’ingresso di molti altri eventi nefasti per tutto il mondo e tutti i popoli, il primo potrebbe avvenire proprio nello stesso giorno!.


Bisogna pregare che Dio cambi almeno uno di questi eventi quello più terribile devastante...






Convertire e convertirsi!

Convertire e convertirsi!

Convertire cosa significa?
cambiare, trasformarsi, mutare, portare la propria opinione da una posizione ad un'altra, liberare i propri pensieri,  spostare il proprio pensiero da una pozione ad un'altra. La conversione è intensa anche come abbandono di qualcosa, in questo caso del male, se abbandono il male o il maligno,  spostiamo per nostra volontà la nostra posizione dal male al bene o anche il contrario.
Quindi il convertirsi indica cambiare di posizione, da a!

Ma la conversione è atto totalmente personale, basato esclusivamente sulla volontà propria di cambiare è un desiderio profondo di mutare il proprio punto di vista, proprio sentire, la propria visione e dimensione di pensiero e l’atteggiamento verso qualcosa o qualcuno.

Nessuno può costringere un essere umano, senza la sua volontà il suo libero pensiero a convertirsi, a cambiare la sua opinione, a trasformare se stesso.

Dio converte?

Certo che lo può fare, ma non costringe nessuno a convertirsi se non lo vuole. E chi dice che è Dio che converte si sbaglia di grosso, perché lo dice chiaramente Gesù in risposta al giovane ricco che gli chiede cosa serve per conquistare il regno dei cieli, e Gesù gli dice diventa povero, poi seguimi, non lo costringe a divenire povero e non lo costringe a seguirlo, ciò significa che Dio aspetta che la persona si converta, aspetta che la persona lo accetti, aspetta che persona accolga in se la fede in Dio e in suo figlio Gesù. Non agisce con la coercizione, questo è un pensiero errato che la chiesa ha messo in testa alle persone, non è vero!

Dio attende che l’essere umano cambi, che si avvicini alle fede con le sue gambette, altrimenti dove starebbe la liberta di scelta? Non ci sarebbe! Gesù non è un Dio che costringe l’essere umano a cambiare strada, lascia che l’essere umano sbagli anche 1000 volte, ma cerca di istradarlo verso chi lo può aiutare, quindi siamo noi esseri umani che dobbiamo convertire il prossimo, se fosse vero che Dio interviene per costringere un popolo a convertirsi, già tutta la terra sarebbe convertita, ma questo Dio non lo vuole, non ci sarebbe più nessuna necessità di avere uno scontro a due, non ci sarebbe il bisogno della presenza di una chiesa, perché farebbe Lui tutto quanto, ma così non è!!!  Salvo qualche raro caso, ma la maggior parte della popolazione deve essere convertita, dai cristiani che sono discepoli di Cristo e dagli apostoli cioè i vescovi.  Quindi chi dice che è Dio converte sbaglia ….

Ci sono due modi nella conversione

1.       Se la persona riesce con le sue sole forze a convertirsi, è una grande conquista.

2.       Altrimenti deve essere un'altra persona che agisce sugli altri, affinché altri sia spronati a convertirsi e ad agire affinché accettino la parola di Gesù in loro. Quello che facevano gli apostoli e che hanno sempre fatto i sacerdoti e vescovi, che parlando tentavano di convertire le genti, altrimenti l’opera di un apostolo sarebbe vana e non avrebbe alcun merito innanzi a Dio.  

Poi Dopo che la persona ha ceduto ogni resistenza e si abbandonata a Dio, cioè si convertita, ed ha accettato Dio in se, ecco che il premio è Dio stesso, Egli entrerà nella persona sottoforma dello Spirito Santo
Il Battista quando gridava nel deserto di convertirsi lo diceva perché sapeva bene che la conversione viene prima di tutto dalla volontà umana, poi Dio farà la sua parte per mantenere forte la fede, ma anche in questo caso la cura della fede è in parte da assegnare all’essere stesso, se un uomo non prega perde la presenza dello Spirito Santo in se. Quindi sia la conversione che la preghiera servono per attrarre Dio all’uomo e se l’uomo non si converte e non crede, non avrà la vita eterna!

Se fosse Dio a convertire tutti avrebbero lo Spirito Santo e tutti sarebbero salvi, ma questo non è!
Quindi se i cristiani che sono i discepoli di Cristo non operano per convertire, neppure loro avranno nulla, Gesù lo dice chiarante che le opere valgono molto di più tante altre cose, se non ci sono le opere non c’è neppure speranza. Se non c’è preghiera non c’è lo Spirito Santo. Ma prima di tutto se non credi, non c’è fede, e se non  c’è fede non sei convertito!

Che merito abbiamo se non siamo noi che ci convertiamo e crediamo in Dio?

Gesù frequentava meretrici, ladri, briganti esattori ecc, perché essi dovevano essere convertiti, e lui mediante la sua santa parola li convertiva, ma non tutti si convertivano, perché tra tanti che ascoltavano sicuramente vi erano quelli che non si volevano far convertire, come era il caso del giovane ricco, che pretendeva il regno dei cieli tenendo le mani nella ricchezza.  Come è oggi, tantissimi non vogliono seguire Gesù, perché vogliono rimanere saldamente attaccati a questo mondo!! E ahimè tantissimi cristiani sono così oggi!!!

Chi attende che Cristo converta non è un cristiano, ma uno che non vuole scomodarsi, che non vuole sentire storie, non vuole rompersi, insomma non vuol far fatica, ma ascolta solo la campana che meglio si addice a lui/lei, attua solo quel che gli fa comodo, per il suo tornaconto!  Questi sono i tiepidi cristiani, e Gesù sappiamo bene che fine gli farà fare. Sarebbe meglio allora per costoro che vivessero come i freddi, perché per lo meno gusteranno a pieno la loro esistenza sulla terra, perché alla fine lo stagno di fuoco e zolfo è pronto anche per loro.




sabato 30 maggio 2015

Di chi ha paura il demonio?

Di chi ha paura il demonio?

I demoni in generale li descriviamo come demonio, tanto è tutta la stessa cosa, anche se hanno identità e forme e soggetti diversi, ma si possono catalogare come un essere solo.

Ha paura di un essere umano? No di certo!

Molti esorcisti dicono satana ha paura di noi!!! Sarà vero?
Satana non ha affatto paura dell’esorcista come essere umano, ma semmai ha paura dello Spirito Santo che in esso alberga, ha paura delle fede del soggetto umano e delle certezze di fede, ha paura della protezione che questo uomo o donna può avere, ma certamente dell’essere umano in se stesso come carnale non ha affatto paura, anzi.

Quindi quando gli esorcisti un po’ spavaldamente dicono che si sento forti contro satana, sbagliano, dovrebbero essere prudenti anche nelle loro risposte e dimostrare più umiltà anche innanzi alla telecamere dato che il maligno è abile a cogliere piccole sfumature di presunzione. Dovrebbero dire che non temo il demonio, perché Credono fermamente in Cristo è lo Spirito Santo che li protegge ed agisce al fine di tener lontano da loro, lo spirito maligno. Senza lo Spirito Santo e la presenza salvifica del corpo e sangue di Cristo, l’esorcista non può fare proprio nulla come essere umano per proteggersi da Satana.
Che non si siano troppo spavaldi perché il maligno è di gran lunga più astuto di noi e potrebbe trovare una fessura in noi per penetrare !!! Attenzione!

Inoltre secondo il mio punto di vista, è bene che chi opera l’esorcismo sia un soggetto ben capace di intendere e volere, e soprattutto un soggetto giovane, forte non solo nello spirito e magari anche con certi carismi, ma anche nel suo corpo, e secondo me, sarebbe bene sollevare da queste pratica i soggetti troppo anziani. Mentre l’uomo perde le sue capacità cognitive con la vecchiaia, satana non risente di tutto ciò, perché è immortale, per lui la vecchia non esiste e le sue capacità cognitive rimangono sempre le stesse. Mentre un esorcista di 90 anni, potrebbe essere anche preso in giro e portato fuori strada. Un esorcista che ha già 70 anni,  dovrebbe lasciar spazio ai giovani e rimanere come istruttore degli stessi.

Di chi ha più paura Satana ?
Satana ha una paura terribile tremenda dello Spirito Santo,  e quindi anche di coloro che lo hanno in se.
Di conseguenza ha una paura terribile della Vergine Immacolata, di cui lui odia terribilmente, pronunciare ed invocare la Madre di Cristo nelle preghiere, sortisce l’effetto di una esorcismo.
Come ha la medesima paura di Cristo stesso, perché Egli ha in se il Padre Onnipotente e lo Spirito Santo uniti assieme in una sola carne. L’invocazione dei sacri nomi di Dio, delle sacre sue virtù, specie il suo sangue, carne e opere, sortiscono un effetto terrificante sui demoni.

 Ma è indubbio che se l’esorcista non è un quasi santo, il suo operare è molto più lento che un santo vero e proprio, che basta poco per liberare chiunque, anche il peggiore ossesso.  Infatti oggi giorno, gran parte degli esorcisti devono far decine, se non centinaia e migliaia di esorcismi per ottenere un risultato soddisfacente e definitivo, questo significa che la fede in costoro non è così certa e netta come dovrebbe essere  e che le lacune possono veramente diminuire la presenza perfetta dello Spirito Santo.

Satana teme l’innocenza, la purezza, il candore, l’immacolatezza di qualsiasi essere, per cui teme in maniera spropositata i bambini, che sono puri, per questo Gesù dice non toccate i bambini, non fate azione di danno su di essi, non smaliziateli, perché in essi alberga lo Spirito Santo, finche essi non perdono e non acquistano la malizia. Dice infatti Gesù sarebbe meglio per coloro che li smaliziano o fanno perdere la loro innocenza che si mettano un mola al collo e si ammazzino, perché la condanna di costoro sarà tremenda.

Questo aspetto fa capire molte cose, e perché nei riti satanici, i demoni preferiscono sacrifici di bambini, perché le loro anime sono candide, pure, e uccidere un bambino in queste condizioni significa ferire mortalmente Dio, per cui essi cercano ed spingono lo sciocco essere umano ad agire sui più piccoli, proprio per arrecare il danno maggiore a Dio. Ecco perché i sodomiti cercano l’innocenza in bambini e soggetti simili, ecco perché i sodomiti sono attratti da questi piccole creature, e vogliono distruggere la loro innocenza, perché satana in loro li spinge a commettere il peccato più abominevole, perché con esso si colpisce direttamente al cuore lo Spirito Santo! Ma quando questo avviene è come se si commettesse il peccato peggiore che esista verso lo Spirito Santo e  la condanna dell’essere umano è istantanea.  

Quindi i pedofili sono avvertiti, perché se agiscono contro l’innocenza di qualsiasi bambino battezzato o non, ma peggio ancora verso quelli battezzati, per una serie di ragioni, sappiano che dall’inferno non li tira fuori nessuno, perché la condanna è immediata, e non si dica che ciò non è vero, perché fa comodo dannare la società, perché la confessione può perdonare tutto il decalogo sacro, ma non toglie il peccato contro lo Spirito Santo e contro chi lo contiene, cioè l’innocenza degli innocenti.

Perché un bambino battezzato in nome di cristo dovrebbe aver un valore superiore a un bambino non battezzato?
Semplice i battezzati, ma solo bambini, hanno in se la presenza dello Spirito Santo, il battesimo, in se stesso toglie il peccato originale e rende immacolato lo spirito di quel bambino, specie quando esso è in tenerissima età, che non è stato smaliziato dagli adulti.  Ma anche i battezzati che si fossero confessati bene  piamente e pienamente riacquistano la purezza immacolata dello Spirito santo, il problema però degli adulti che difficilmente riescono a mantenersi “immacolati” perché basta pochissimo quasi un nulla per annullare questo stato che spessissimo è provvisorio.

Per cui un bambino battezzato in Cristo Gesù, è una fonte di spirito santo finche esso rimane immacolato, porta nelle famiglie la luce di Dio.  Per cui questi bambini ed innocenti, dovrebbero essere tenuti come dei gioiellini, finche mantengono il loro candore la famiglia potrà beneficiare della presenza dello Spirito santo.
Molto spesso, i genitori anche se stressati da questi piccoli che crescono, ma sono sereni, proprio per questa ragione, nessuno lo sa, ma è così.


Quindi le famiglie dei bambini battezzati cristiani, sono di gran lunga più piene di Spirito santo che non tutte le altre, mi dispiace dirlo agli altri esseri umani che vivono in questo pianeta, ma non sono io che decido ma Dio!  Le famiglie che accettano, la presenza di Cristo in loro, sono coloro che hanno ed avranno maggiore protezione, non basta però dire sono cristiano, bisogna dimostrarlo, il Signore non lo inganna nessuno.

Coem gli animali, anche i bambini sentono il maligno negli esseri umani...

mercoledì 27 maggio 2015

Verso la santità o la dannazione!

Verso la santità o la dannazione!

Tutti credono che  un uomo quando viene preso da Dio rimanga perfetto per il resto della sua vita, ahimè devo dissentire a tal proposito, dovete sapere cari fratelli, che non solo gli atei o i pagani o i laici sono presi dal maligno, ma anche coloro che sono sulla strada della santità, anzi coloro che sono su questa strada sono di molto più tentati di voi, che non siete stati toccati dallo Spirito Santo. Per cui un essere umano che viene preso da Dio e fatto suo apostolo/a può essere toccato dal maligno tanto quanto un qualsiasi altro essere umano, non pensiate che costoro sono immuni, anzi su di loro il maligno si accanisce con più forza, con più determinazione, e se non tengo alto il vessillo di Cristo essi possono cadere anche nelle sue mani. Spesso coloro che pensano di essere ripieni di Spirito Santo, sono vuoti di esso e spesso sono pieni di se stessi, se essi non rimangono in umiltà e non portano la loro croce, allontanando giorno per giorno il male da essi, cadranno nell’errore e anche le loro parole potrebbe non essere giuste.  

Tutti i santi, sono passati per questo mondo, tutti sono stati tentati come lo fu Nostro Signore, così lo saranno tutti, nessuno escluso, dal più piccolo al più grande, anzi il più grande di più, più un uomo è ripieno di sapienza più esso è facile a cadere, più è grande la sua cultura più esso è tentato di dominare gli altri, più è grande la sua dialettica maggiori onori otterrà, ma minore sarà la sua dote santificante, ad eccezion fatta di Nostro Signore Vero Dio. Coloro che si apprestano ad essere e voler essere santi, se non si tengono stratta l’umiltà, essi cadranno e da santi potrebbe diventare diavoli. Anche i santi se non badano alla loro integrità generale, possono divenire casa del maligno, ed anche costoro pensando di dire cose giuste possono dire cose non giuste, ma il maligno in questo caso è estremamente astuto, tanto da celare la sua identità in loro, ai loro fratelli. Non sempre un uomo di fede santa, che si dica tale, scrive di santità e per bocca dello Spirito Santo, spesso costoro scrivono i loro pensieri senza distinzione tra se e lo Spirito Santo.

Un uomo di grande fede santa, per essere rapito costantemente dallo Spirito Santo, scrivere e dire cose in virtù dello stesso, dovrebbe essere della stessa natura dello Stesso, come lo fu Cristo Gesù. Per cui un sant’uomo, è preso dallo Spirito Santo solo quando lo Spirito del Signore è in lui per la sua elevata purezza, ma se essa in uomo santo viene a mancare anche lo Spirito Santo viene meno.

Può un santo dannarsi?
Si lo può! Proprio perché un santo è così vicino alla santità di Dio, che esso viene maggiormente tentato, ed esso potrebbe divenir preda del maligno. Se un uomo cresce in una casa con buona educazione ma esso dopo esser divenuto spiritualmente di Cristo, esso può rinnegare Cristo e divenire parte del suo oppositore. Se esso non si corregge o se nessuno lo corregge, egli perirà!

Può un uomo santo parlare o scrivere come un santo, ma non con parole dello Spirito Santo?
Si, lo può! Spesso i ragionamenti umani scritti da menti eccelse, possono avvicinarsi a un qualcosa che rassomiglia alla santità, ma che non è voce dello Spirito Santo!  

Tutto quello che dice un santo proviene dallo Spirito Santo?  Si e No!

Si, se l’uomo “santo” è in perfetta armonia con Dio, ed è in perfetto stato di grazia; ma nessun uomo eccetto Cristo  e sua Madre fu e sarà in questo stato.

No, Non sempre le parole di uomo “ santo” vengono dallo Spirito Santo, spesso sono pensieri dell’uomo.

Può un uomo santo, cambiare la sua opinione nel corso della sua vita mortale?
Si, lo può! Ma ciò, dimostra la non presenza dello Spirito Santo, ma anche la presenza dello Spirito Santo prima o dopo il suo cambiamento.

Può un uomo santo, contraddire un suo pari?
No, non lo può! Perché se entrambi hanno lo Spirito Santo, entrambi dicono le medesime cose. E se dicono cose difformi, uno dei due non ha lo Spirito Santo!

Dalla parole si può evincere la presenza dello Spirito Santo?  Si e No!

Si, perché il suo parlare è conforme al modo di parlare di Cristo stesso.
E se il suo parlare è difforme dal parlare di Cristo stesso? Si può pensare che non è Cristo mediante di esso a parlare. Solitamente il maligno usa modi eccessivi, tenta di superare senza nemmeno accorgersene Dio stesso. Un vero uomo santo parla da santo, cioè come parlò Cristo!

No, perché la parola non è sufficiente per stabilire, la santità di un soggetto, servono le opere, cioè i miracoli.   E nessun uomo santificato, ha superato Cristo con la sua auto-risurrezione!

Un “santo” se non soffre, ha lo Spirito Santo?

Si, può benissimo avere lo Spirito Santo un uomo che non soffre, ma la sofferenza è necessaria per ottenere maggiori grazie.  Come lo fu al tempo degli Apostoli, che pur essendo perseguitati avevano con se lo Spirito Santo, la persecuzione rafforzò maggiormente la loro fede e il loro credo nel Signore. 

lunedì 25 maggio 2015

Tenete i vostri occhi lontano dal peccato!

 Gesù: “Il cuore non pecca se l’occhio non vede”

Cari figli, Vi ho sempre detto che il peccato viene dal cuore dell’uomo, ma vedo che voi non volete capire le mie parole,  leggete ma senza meditare e senza  viverle, a cosa serve che io vi abbia lasciato una parola  per il vostro bene quando vedo che leggete e non mettete in pratica giorno per giorno gli insegnamenti?
Ma vi dico di più, per farsì che il vostro cuore non sia preso dal male, dovete tener lontano dai vostri occhi tutto quello che può produrre male, prima che arrivi al cuore il peccato passa dall’occhio, esso è la porta al peccato, ciò che il vostro occhio vede, assimila e anche se non lo volete nel momento in cui vedete, giorno dopo giorno quell’immagine, quell’evento, quel simbolo, esso si fissa in voi, e crea turbamento, fino al punto da generare desiderio che porta inesorabilmente al peccato. Quindi cari figli tenete lontano da voi tutto ciò che induce l’occhio e poi il cuore a peccare.

Lontano da voi ogni cosa produca peccato.

Infatti figli, un cieco alla nascita pecca meno di un vedente.


Messaggio 25 maggio 2015

Peccato generazionale.

Peccato generazionale.

Giovanni 9,2-3

""2 e i suoi discepoli lo interrogarono: «Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché egli nascesse cieco?». 3 Rispose Gesù: «Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è così perché si manifestassero in lui le opere di Dio.""

Penso che una parola definitiva su questo discorso dei peccati generazionali la dà Gesù in questo passo di Giovanni

Si parla del cieco nato, come si sa bene, i discepoli ovviamente chiedono chi avesse peccato perché fosse cieco, pensando che la cecità fosse derivata da un evento peccaminoso  proprio o dei genitori … ma Gesù risponde : “Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è così perché si manifestassero in lui le opere di Dio.”

Dice che nessuno ha peccato, cioè ne lui ne i suoi genitori, ma che la cecità è stata voluta da Dio, per una ragione diversa dal peccato.

La frase nel suo insieme fa capire bene tutto il discorso che Dio riporta in altri passi dell’ A.T. e che qui Gesù senza riportare direttamente le medesime parole sottolinea egualmente mediante sia la domanda degli stessi apostoli che la sua.

Per i discepoli è connaturato che i peccati sono generati dal peccato proprio o di antenati, Gesù per altro non li richiama dicendo che ciò è errato, anzi non dice nulla a tal proposito, avrebbe potuto dir qualcosa se fosse stato contrario ed invece dice, solo che in quel caso specifico, il cieco nato era così perché non fu il peccato a crear quel problema ma che Dio volle così, per un motivo ben diverso. Questo fa capire che il peccato personale e anche dei genitori o antenati può perpetrarsi nelle generazioni future, e ricadere per tanto sui figli. Gesù sa che in questo caso specifico ne il cieco, ne i genitori avevano commesso peccato.

La conseguenza ovvia di questo discorso che non sempre sono i peccati personali o generazionali, a creare il danno fisico, ma può intervenire una volontà superiore per un volere diverso e non generato dal peccato. Ma questo sottolinea che esiste il peccato generazionale, proprio la risposta di Gesù lo identifica.. “Né lui ha peccato né i suoi genitori” ma non esclude che in altri casi effettivamente la malattia può essere cagionata dal peccato personale e generazionale.

Esodo 20:5

“Non ti prostrare davanti a loro e non li servire, perché io, il SIGNORE, il tuo Dio, sono un Dio geloso; punisco l'iniquità dei padri sui figli fino alla terza e alla quarta generazione di quelli che mi odiano,”

Esodo 34:7

“che conserva la sua bontà fino alla millesima generazione, che perdona l'iniquità, la trasgressione e il peccato ma non terrà il colpevole per innocente; che punisce l'iniquità dei padri sopra i figli e sopra i figli dei figli, fino alla terza e alla quarta generazione!»”

Dio dice che la punizione cade su chi lo odia, cioè su chi lo disprezza e su chi lo bestemmia, perché la bestemmia è una forma di disprezzo, ma da un monito e un comando preciso, che perdura fino alla fine del mondo ….. punisco l'iniquità dei padri sui figli fino alla terza e alla quarta generazione” punisce l’iniquo, il peccatore soprattutto quello che agisce contro Dio, cioè chi odia Dio e la sua opera e tramanda il peccato da padre in figlio fino alla 3-4 generazione..

Gesù non contraddice per nulla le parole del Padre Suo, anzi il passo di Giovanni, le convalida.
D'altronde come può Gesù contraddire l’opera del Padre Suo, se è Lui che lo manda? Non può! Può invece specificare meglio e correggere gli errori fatti dalle generazioni passate, nell’interpretazione della parola o nella sua riscrittura.

Questa parabola  è molto significativa:

Luca 16,19-31

19 C'era un uomo ricco, che vestiva di porpora e di bisso e tutti i giorni banchettava lautamente. 20 Un mendicante, di nome Lazzaro, giaceva alla sua porta, coperto di piaghe, 21 bramoso di sfamarsi di quello che cadeva dalla mensa del ricco. Perfino i cani venivano a leccare le sue piaghe. 22 Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli nel seno di Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto.23 Stando nell'inferno tra i tormenti, levò gli occhi e vide di lontano Abramo e Lazzaro accanto a lui. 24 Allora gridando disse: Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell'acqua la punta del dito e bagnarmi la lingua, perché questa fiamma mi tortura. 25 Ma Abramo rispose: Figlio, ricordati che hai ricevuto i tuoi beni durante la vita e Lazzaro parimenti i suoi mali; ora invece lui è consolato e tu sei in mezzo ai tormenti. 26 Per di più, tra noi e voi è stabilito un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi non possono, né di costì si può attraversare fino a noi. 27 E quegli replicò: Allora, padre, ti prego di mandarlo a casa di mio padre, 28 perché ho cinque fratelli. Li ammonisca, perché non vengano anch'essi in questo luogo di tormento. 29 Ma Abramo rispose: Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro. 30 E lui: No, padre Abramo, ma se qualcuno dai morti andrà da loro, si ravvederanno. 31 Abramo rispose: Se non ascoltano Mosè e i Profeti, neanche se uno risuscitasse dai morti saranno persuasi».

Quindi se le generazioni  dei figli non si ravvedono e non conducono una vita santa o di pentimento, anch’essi perpetreranno sia ai loro danni,  i propri e i peccati dei loro padri, aumentando il numero di generazioni e il numero delle generazioni non sarà più 3-4 ma potrebbe arrivare a tempi indefiniti. Quindi chiedere perdono dei peccati dei padri è una buona pratica, specie perché è una pratica di pietà, non solo verso i propri antenati, ma anche verso se stessi.
I peccati dei padri possono ricadere suoi figli dei figli, ecc, le conseguenze possono essere imprevedibili.

Ma il passo specifica bene che non tutti le malattie provengono da peccati dei genitori, ma alcuni anche sono volontà di Dio, per motivi di Dio ed essi servono per Dio.

Specifichiamo qui Gesù non parla di mali ma di peccati,  e fa capire che queste malattie, e non peccati possono essere prodotte da Dio, senza che la persona abbia commesso peccato, quindi non tutte le malattia sono opera derivata da un azione maligna, talune vengo da un azione o opera di Dio. Facendo in questo una netta distinzione tra opera maligna e opera di salvezza per altro scopo. Quindi la malattia può essere prodotta da due azioni una maligna propria del peccato prodotto dall’uomo e una benigna prodotta dall’azione di Dio, per ragioni che sfuggono alla volontà dell’uomo, per glorificare Dio.

In ciò però si denota come la malattia e non il peccato in questo caso fa uso di tecnologia se vogliamo dir così, perché per essere malattia senza peccato si opera sull’uomo un cambiamento temporaneo a livello molecolare e genico che colpisce non tutto il corpo ma solo una zona del corpo, come nel caso del cieco nato, che non vede solo, quindi in quell’ambito degli occhi gli viene tolta la vista, ma il danno non è permanente ma reversibile, e anche a tempo, il fatto nella sua specificità e particolarità pare essere stato programmato all’inizio dei tempo perché accada in quel mondo e in quel tempo, questo sottolinea che Dio aveva predeterminato quell’evento lo aveva voluto così e lo aveva immaginato, pensato e reso concreto così.

Quindi questa semplice riga racconta in modo molto preciso, e dettagliato, una storia che ha il suo sviluppo prima della creazione, e questo fa capire ancora una volta che Dio ha predeterminato tutto e che inserisce nel mondo in terminati tempi e contesti degli elementi, che escono dalla logica umana, dalle sue libertà, questo fa capire che ognuno di noi nasce no per caso, ma per un disegno preciso, e che le nostre vite devono compiere delle precise opere, ma come in questo passo, non tutti nascono per fare delle opere e non tutti sono partecipi di queste.

Qualcuno mi ha fatto osservare in Ezechiele 18, pare che Dio in sostanza dice che le colpe le paga solo chi le ha fatte, ma questo lo sappiamo già è anche giusto che sia così. 

Dio porta i vari casi, sono le varie condizioni di peccato …anche se ne manca una.

Piccola sintesi. 
Ezechiele 18
1.      Il giusto che segue i comandi di Dio non morirà in eterno, ma anzi sarà salvato.
2.      Il figlio commette peccato sarà condannato, mentre il padre che non commette peccato no.
3.      Il padre che ha commesso peccato, mentre il figlio no, il figlio non paga le colpe del padre.
4.      Ma il padre che ha commesso peccato morirà.

19 Dio:”Voi dite: Perché il figlio non sconta l'iniquità del padre? Perché il figlio ha agito secondo giustizia e rettitudine, ha osservato tutti i miei comandamenti e li ha messi in pratica, perciò egli vivrà.

Questo punto è molto significativo …

Cosa sta ad indicare questo discorso che Dio fa agli israeliti … indica come dice, che se un figlio non commette peccato come quello del padre(genitore), esso vivrà e sarà salvato. 

Ma qui Dio non dice che se il figlio commette peccato come quello del Padre cosa accade!? 

Forse il problema sta in questo, il peccato è perpetrato di genitore in figlio.
Allora il peccato generazionale è dovuto a questo, Il figlio continua a perpetrare il peccato del (genitore) perchè il figlio non ha la capacità di ribellarsi al peccato che il genitore insegna a lui con il suo esempio, quindi se il Padre insegna al figlio un peccato e il figlio non si ribella a questo e non si converte per la sua salvezza, ovviamente il figlio perpetra il peccato del genitore alla sua discendenza, per cui è spiegato il senso del peccato che si tramanda, ma in realtà non si tramanda, è il comportamento errato dei genitori, che insegnano o non insegnano la parola di Dio, per cui i figli continuano a commettere i peccati dei genitori, fino a che un figlio non corregge se stesso, prima o poi accade, allora quello che le generazioni precedenti hanno commesso, ricade sulle generazioni precedenti, ma non su quel figlio che si è corretto. 

Forse è inteso in questo il vecchio comando che i peccati dei padri ricadono sui figli, perchè in realtà i figli non farebbero nulla per reagire al peccato del primo genitore, in realtà non c'è trasmissione del peccato in senso spirituale dal genitore al figlio, ma c'è perpetrazione volontaria del peccato, dovuta a insegnamento errato o non insegnamento della parola del Signore. 

In sostanza dice questo, se il genitore non insegna al figlio la legge di Dio e ne segue i suoi comandi, il figlio che ha appreso una legge errata o nessuna legge, potrà 1) o corregge egli stesso l'errore del genitore e si salva; 2)o egli stesso perisce come il padre, e tramanda l'errore al figlio, il quale potrà ripetere su se stesso la stessa cosa del genitore, perchè per sua volontà non ha voluto correggere se stesso. 

Però il peccato del Padre non ricade sul figlio, ma l'erroneo insegnamento si, è questo che determina la possibilità che il figlio perpetri gli stessi errori alla sua discendeza. 

Quindi il peccato generazionale esiste solo perchè  è un peccato ad azione diretta e non indieretta.


24 Ma se il giusto si allontana dalla giustizia e commette l'iniquità e agisce secondo tutti gli abomini che l'empio commette, potrà egli vivere? Tutte le opere giuste da lui fatte saranno dimenticate; a causa della prevaricazione in cui è caduto e del peccato che ha commesso, egli morirà.

Come si confà questa parola con la Parola di Gesù?

""2 e i suoi discepoli lo interrogarono: «Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitoriperché egli nascesse cieco?». 3 Rispose Gesù: «Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è così perché si manifestassero in lui le opere di Dio.""

Semplicemente si deve dire che non c'è la caduta dei peccati dei genitori suoi figli, ma siccome in questo particolare caso, Dio non dice cosa avviene ad un figlio che commette peccato come quello del Padre ! Quindi non specifica nulla in questo caso.... e non dice nulla nemmeno se il primo genitore, perpetra il suo peccato, o il suo errore verso il figlio, e figlio del figlio...non dice nulla nemmeno in questo caso...

Però seguendo la logica di Dio dovremo dire che l'ultimo figlio, non ricade su di esso nulla di quello che i precedenti genitori hanno commesso. Quindi se un figlio si redime, solo lui sarà salvo, ma non la generazione precedente; il fatto di stabilire fino alla 3-4 generazione era un modo di dire, perchè Dio sapeva bene che oltre quella soglia temporale i figli dei figli dei figli non andavamno perpetrando l'errore, per cui vi era un massimo stabilitò oltre il quale un dato figlio di una data genealogia, correggeva se stesso, quindi interrompeva la sequenza di errori perpetrati dai padri. Quindi non è il peccato che i figli portano con se, ma l'errore che i padri fanno continuamente, che si tramanda. 

Esempio un genitore ladro, insegna al figlio di essere ladro, se questo non cambia insegnerà ai figli di essere ladri e così via...

Però in quel che dice Gesù, fa capire che non esiste solo la perpetrazione dell'errore ma anche che un male potrebbe essere prodotto come detto sopra da un evento che è fuori dall'errore. Il fatto però che non abbia detto nulla agli apostoli e non li abbia corretti su questo punto, del peccato, forse perchè è riferito al peccato-errore perpetrato da genitore a genitore.(non possiamo esserne certi che Gesù non abbia detto nulla, perchè potrebbe averlo detto e gli apostoli non lo hanno inteso/compreso, per cui potrebbero non averlo scritto)  

Quindi il peccato generazionale esiste ma è di tipo perpetrativo e non di tipo peccaminoso. 

domenica 24 maggio 2015

Le malattie servono per evitare l'inferno!

Le malattie servono per purgare i peccati!

Gran parte della popolazione nel mondo, muore a causa di malattie, dovute a svariati fattori, altri invece lasciano questa terra velocemente sia per morte naturale che improvvisa, ma la gran parte della popolazione prima di andarsene soffre su un letto di dolore, che siano adulti o bambini.

Spesso la gente non si rende conto che le malattie servono per purgare i nostri peccati, e spesso la gente non sa, che anche i peccati possono generare le malattie, molto spesso peccati reiterati migliaia di volte portano come conseguenza collaterale allo sviluppo di malattie, specie tumori. 

Ma le malattie di qualsiasi genere, provocate da qualsiasi evento, vengono usate affinché l’essere umano possa salvarsi dalla dannazione eterna. Ecco perché molte persone che soffrono per anni ed anni, non riescono mai a guarire, perché esse hanno danneggiato se stesse, spesso mediante il peccato personale, oppure quello derivato da generazioni passate, atti di genitori incoscienti e parenti sciocchi, da maledizioni di terzi, e altre avversità, fino ad arrivare alla loro morte, spesso nel caso di cristiani, che chiedono la grazia e non la vedono ottenere, è perché o non sanno chiedere o non credono effettivamente, oppure i peccati accumulati hanno generato un male tale che solo mediante la sofferenza essi possono essere eliminati, per cui la malattia spesso viene usata, per salvare l’anima del soggetto, oltre che tentare di ottenere la grazia da Dio. Quindi molte persone si dovrebbero chiedere realmente cosa essi, o i genitori o gli antenati possano aver fatto o causato per far ricadere su di loro tanti mali. 

Questo è un sistema infallibile che Dio ha per salvarci dalla dannazione eterna. 
Ricordiamoci sempre che Dio preferisce di gran lunga salvare l’anima che il corpo, per cui anche la sofferenza generata dalla malattia serve a tale scopo. Quindi non arrabbiatevi con Dio se esso non vi fa la grazia, perché evidentemente preferisce che voi accettiate la sofferenza come prova per la vostra salvezza, proprio per questa ragione, Egli vuole salvarvi dall’inferno; non credo che nessun essere umano, voglia passare l’eternità negli inferi, ma ciò non significa che voi non dobbiate lottare, anzi il Signore vuole che l’uomo lotti, non solo per poter vincere alla malattia, ma anche perché mediante la preghiera necessaria a far si che assieme alla sofferenza vegano eliminati tutti i peccati, in questo modo Egli vi salverà, poi ovviamente può sempre accadere che fino all’ultimo Dio vi faccia la grazia, per  cui mai disperare ma sempre sperare. 
Ma come tutte le cose che riguardano lo spirito, senza fede non c’è neppure la speranza di aver un miracolo. Tutti i mali possono essere guariti, spetta solo a noi farsi guarire, spetta solo alle nostra fede permettere una guarigione , che possa essere istantanea o dopo un certo di tempo.

Il momento per una guarigione lo conosce solo Dio.


Quindi non chiedete al Signore di togliervi la sofferenza della malattia, della prigionia, ecc perché essa vi evita la pena dell’inferno. Meglio soffrire 100 volte in terra, che soffrire per l’eternità. La sofferenza che noi passiamo qui in terra è migliaia di volte inferiore a quanto uno solo di noi potrebbe soffrire nell’aldilà. Ci sono persone che soffrono con dignità e altre con isteria, che rasenta spesso la cattiveria, imparate a soffrire con dignità ed umiltà, quasi nel silenzio, anche in ciò Dio giudica.

sabato 23 maggio 2015

GLI ANGELI SONO INVIDIOSI?

GLI ANGELI SONO INVIDIOSI?


KOLBE:«SE GLI ANGELI POTESSERO ESSERE INVIDIOSI DEGLI UOMINI, LO SAREBBERO PER UNA COSA SOLA, L'EUCARISTIA»

 “l’Eucaristia, rappresentata dal calice con l’ostia nelle mani degli angeli e sotto questo simbolo una scritta: «Ecco la bontà del nostro divin Salvatore e il suo amore per gli uomini!». «Se gli angeli potessero essere gelosi degli uomini, lo sarebbero per una cosa sola: la santa Comunione». E ancora: «Quale grazia, quale dignità poter ricevere la santa Comunione»
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Questa considerazione di Massimiliano Kolbe non è esatta, il fatto stesso che gli angeli vivano in stretto contatto con Dio Padre, Dio Figlio e Dio spirito Santo, sono immersi continuamente in quello che è la gloria perfetta di Dio, essi si nutrono di Dio in ogni istante, come se prendessero la santa eucarestia, non c’è differenza tra il nostro assumere il corpo di Cristo in noi, e vivere in Dio perennemente è la stessa identica cosa. Solo che noi assumiamo mediante una sostanza fisica, che è il pane e vino, che diventano carne e sangue di Cristo, la sacralità e gloria di Dio; mentre gli angeli si nutrono continuamente e sono immersi nella gloria eterna di Dio Trinitario. Quindi non c’è alcuna differenza tra l’assumere l’eucarestia e vivere con Dio in Dio in eterno, dove un giorno alcuni di  noi arriveranno, allora in quel giorno, tutti coloro che saranno fortunati non assumeranno più le specie sacre in loro, ma esse saranno dispensate mediante la presenza viva e vivificate di Dio in senso fisico nella sua eternità. Anzi siamo noi che invidiamo gli angeli, perché la loro condizione è decisamente migliore della nostra, sotto tutti i punti di vista, non solo per l’eucarestia che riceviamo, ma anche perché essi vivono in costante adorazione della Trinità, in un amore così limpido, puro, casto e perfetto che noi, nemmeno di notte ce lo sognamo. Gli angeli hanno costantemente viva in loro la presenza santa di Dio, essi sono castamente immersi in Dio, cosa che noi lo siamo solo quanto assumiamo l’eucarestia, ed anche, non sempre è così, in modo perfetto, perché la nostra condizione è imperfetta e tende a rendere imperfetto tutto quello che facciamo, quindi è in un solo istante abbiamo Cristo presenza perfetta in noi, per il resto della giornata purtroppo spessissimo non è così. Invece gli angeli sono costantemente immersi, come se vivessero immersi in un ambiente saturo della gloria, dell’onnipotenza di Dio, se noi potessimo essere come loro in terra, dovremo essere sangue del suo sangue, carne della sua carne, costantemente, per aver la stessa cosa che hanno gli angeli!

«Se gli angeli potessero essere gelosi degli uomini, lo sarebbero per una cosa sola: la santa Comunione” oltretutto il pensiero è anche errato perché, dire “lo sarebbero per una cosa sola: la santa comunione, “ è fondamentalmente sbagliato dato che Cristo non poteva lasciarci una sua parte  vivente, a disposizione, ;) quindi ha trovato un mezzo per rappresentare se stesso. Gli angeli hanno Cristo vivente a disposizione per cui non hanno bisogno di un mezzo che rappresenti Dio, lo hanno a portata di mano.

Nessun angelo di Dio sarà mai geloso dell’uomo, perché questa condizione non esiste. Semmai siamo noi i gelosi della loro condizione, perché loro vivono castamente immersi nel suo amore vivo, santo, sacro! Come potrebbero essere gelosi quando sono anche superiori a noi, sia per poteri, intelligenza e tutto il resto. Proprio perché essi sono superiori a noi che ci aiutano, che si rendono inferiori a noi, ma realmente non potrebbero mai esserlo;  solo un essere superiore si pone a servizio di un essere inferiore. Quindi come può essere geloso, quando esso ha tutto!
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Preso da :"Antonio Socci pagina ufficiale, padre Pio sosteneva che l'unica cosa che gli angeli c'invidiano è la sofferenza, perché ci assimila al crocifisso e ci fa una cosa sola con Lui... o meglio perché - essendo tutto di Dio - la sofferenza è la sola cosa veramente nostra che possiamo davvero offrire a Dio e, attraverso la Croce, Cristo ha fatto di essa la scala del Paradiso e della divinizzazione dell'uomo. "
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Prima di tutto se gli angeli sapessero cos'è l'invidia non sarebbero angeli, non che non lo sanno, ma essi non possono provare invidia, è un aspetto che appartiene al lato oscuro a coloro che vivono nelle tenebre.  Oltretutto non è affatto vero che gli angeli non soffrano, anche Cristo soffre anche la Vergine sua Madre soffre, quando vedono il mondo dannarsi, quindi soffrono anche gli angeli assieme a Dio. Anche gli angeli si rattristano, anche gli angeli piangono, non siamo solo noi a provare tristezza, o sofferenza, certo noi soffriamo per molte ragioni, ma non c’è diversità tra la sofferenza provata dagli angeli e quella provata da noi, la nostra è principalmente fisico-mentale la loro è spirituale  e loro si rattristano soprattutto quando vedono le anime precipitare nell’inferno, una visione che porta sgomento anche a costoro, molto di più di quel che porta  a noi, che non sappiamo neppure cosa sia.

“attraverso la Croce, Cristo ha fatto di essa la scala del Paradiso e della divinizzazione dell'uomo."

La croce può solo divinizzarci quando non saremo più vivi e quando saremo nella gloria del Padre, allora diverremo un tutt’uno con la gloria di Dio. Ma prima della nostra dipartita da questa terra, questa condizione non sussiste!

Come dico sempre la chiesa dovrebbe dividere l'opinione del Santo, dalle sue opere e dalla voce di Dio!

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