martedì 28 ottobre 2014

Elohim

Elohim

Il termine è molto discusso da sempre, la sua interpretazione è, sia singolare che plurale, sta ad indicare l’immortalità di un soggetto e di alcuni soggetti, significato è il Dio immortale e gli dei immortali.
Elohim è il plurale di Eloah
Elohim è inteso al singolare nella fattispecie di  Eloah come unico Dio immortale.
Molti pensano che gli Elohim sarebbero gli angeli  in senso generale,  altri credono che siano alieni, altri esseri o razze di umanoidi, ecc. ma non è affatto vero non sono nulla di tutto ciò.
Non sono alieni,ne razze umanoidi, teorie moderne … invenzioni favolistiche …
Non sono ne angeli, ne arcangeli … perché non lo sono da un espressione di S. Michele arcangelo … si evince che non lo sono ….  

Solitamente qualsiasi essere umano se gli appare un angelo o un arcangelo come S. Michele qualsiasi essere umano per automatismo ha la tendenza a genuflettersi o abbassare il capo per un senso di inferiorità e per sottomettersi … ma questo arcangelo cosa disse in alcune apparizioni … non vi inginocchiate perchè io sono come voi … cosa intendeva dire, che egli è un servo di Dio … come noi, inoltre se fosse stato un Elohim esso non avrebbe detto quella frase, e avrebbe acconsentito una genuflessione, dire automatica, senza porre freno all’essere umano, ma giustamente sapendo di non essere un Elohim egli ferma l’essere umano … questo ci fa capire che gli Elohim sono altri, e chi sarebbero?

Vediamo un po’ in apocalisse, di vedere com’è costituita la corte celeste.
C’è Dio Eloah o Elohim (Trinità)
4 esseri viventi (Elohim)
24 vegliardi (Elohim)
Perché dico che i 24 vegliardi + 4 esseri viventi, sono gli Elohim? molto semplice dal comportamento che tengono innanzi a Eloah.

Cosa fanno ogni volta che Dio parla o si pronuncia, si prostrano questi Elohim, che sono tutti Re per cui prendono le loro corone e le depongono ai piedi di Dio … il togliersi la corona e porla i piedi del Primo Elohim ha il senso si consegnare i propri poteri a Dio.
Assieme a questi 24 Re e 4 esseri viventi, c’è ne un certo numero di principi non identificati … gli arcangeli sono generali che appartengono all’esercito di Dio, 4 esseri viventi, i 24 vegliardi, i principi fanno parte della corte celeste … 

Ora La madre di Gesù, l’immacolata Vergine Maria, è stata proclamata da Eloah quale Regina, il titolo non è casuale, è superiore agli angeli compreso S. Michele, e questo ci fa capire quale posizione occupa, essa dopo la sua assunzione presso la corte celeste è diventa un Elohim, anche se dipende da Dio e da suo figlio, dallo Spirito Santo. Non potrebbe essere diversamente dato che solo gli Elohim possono stare presso la corte continuamentee appiccicati al trono in modo fisico/reale. 

Ricordiamo che Dio non dipende dall’essere umano, è completamente fuori dal mondo umano, cioè esso è libero in toto da noi, non dipende da noi, fa quello che vuole, quindi può trasformare un essere umano, in un Elohim … a parte che la Madre di Gesù è un po’ fuori da quello che noi pensiamo. Il fatto di essere immacolata, cioè senza peccato originale, praticamente simile ad Adamo ed Eva prima del peccato, anche se Maria era di più di loro …  si sa che la chiesa non accetta queste teorie, e le considera eresie, perché si basa sulla parole di S. Paolo che ha squalificato la donna, come essere inferiore, ma S. Paolo aveva delle remore forti contro le donne e aveva un forte retaggio ebraico, dove la donna era considerata come serva, invece l’atteggiamento di Gesù nei confronti della donna è completamente diverso da quello di  Paolo di  Tarso, anzi direi opposto … lo si vede con la maddalena, e poi in altre occasioni … Qui c’è da chiarire un certo discorso, chi vuole credere a  Paolo di Tarso, che ha detto la sua verità sulle donne, si deve ricordare che così facendo si oppone a Cristo, se Cristo è colui che ha posto la legge allora Paolo di Tarso in questo contesto non ha detto la verità. Ma se non ha detto la verità in questo contesto, in quanti altre occasioni non ha avrebbe detto la verità?

Perché gli angeli non so Elohim, perché non posseggono potere proprio, indipendente, autonomo, anche se hanno corone, ma quelle sono intese come dominio, e come possessori di un potere che però non gli appartiene direttamente ma gli è dato …. faccio esempio per capirci …
Abbiamo un pila atomica, essa per funzionare deve essere collegata ad apparecchi, noi sfruttiamo gli apparecchi per ottenere quello che ci interessa … ecco è la stessa cosa …
In Pratica la pila atomica sono gli Elohim, gli apparecchi sono i poteri, noi siamo gli angeli …
I poteri vengono dati agli angeli a seconda dei loro meriti … per quello Gesù dice accumulate un tesoro nei cieli, perché in realtà il tesoro è inteso come meriti, chi ne h di più avrà più doni, cioè più poteri. E meriterà anche una corona … e quindi di conseguenza anche una posizione … diversa da altri … più o meno vicina ad Eloah …

Quindi il potere è di proprietà di chi è Re o principe, perché chi è Re o principe, è autodeterminato, chi non lo è non è, gli angeli per quanto siano potenti ecc, non lo sono, dipendono dagli Elohim, anche noi non siamo autodeterminati spiritualmente perché dipendiamo dalla nostra anima che è superiore al nostro corpo. L’anima fornisce l’energia per sostenere il corpo, anche se il nostro corpo funziona autonomamente si pensa, questo è quello che scienza crede. In realtà è l’anima che sostiene con un energia particolare il corpo … Potremo dire che tutto quello che è vivo ha una sua energia, un suo spirito, si!
Sono gli Elohim che posseggono il potere vero e proprio e lo danno o trasmettono a chi ne bisogno, in modo automatico o più o meno.  Qualcuno dirà che gli angeli non potrebbero fare nulla senza che gli Elohim volessero, no , non è vero gli angeli posseggono una base di potere, e man mano che crescono in meriti ne hanno di più, ma per svolgere alcune funzioni superiori devono attingere il potere dagli Elohim, gli Elohim posseggono poteri tali che nessun Angelo possiede. Inoltre gli Elohim hanno potere proprio cioè lo sviluppano in loro stessi, sono loro stessi il potere.

Il trono di Dio lo ripeto com’è fatto …
Abbiamo il leone che sta a destra e il vitello che sta sinistra, aquila, l’angelo …
Quello che ci interessa sono i due esseri viventi ai lati, Cristo si siede sempre a destra del Padre Celeste ed è chiamato il Leone, mentre a sinistra di Dio non c’è nessuno.

 Ma chi rappresenta allora il vitello?
Andiamo un attimo in dietro al tempo di Mosè . quando gli israeliti vengono condotti presso la montagna sacra a Dio, il fatto della costruzione di un vitello d’oro non è casuale, perché non hanno fatto un leone d’oro?, solo perché in Egitto vi era il culto del vitello? No! L’origine del vitello è antica anche presso altri popoli, adoravano animali con le corna, e alcune loro divinità le avevano, capre per esempio … sia i bovini che gli ovini hanno corna e sono erbivori, mentre il felini no!…. quindi le divinità pagane e sataniche si raffigurano come esseri con le corna erbivori, non carnivori. Perché?  Vi lascio la risposta a voi..
Perché Cristo fa il paragone tra i caldi e i freddi e tiepidi oltre al significato che ben conosciamo.  Ne ha un altro a livello spirituale, separa il bene dal male e  accomuna i tiepidi con il male … come per dire solo chi è caldo merita il regno dei cieli …. 

Chi sono i freddi? 
I freddi sono coloro che stanno con il male … Il leone ha un manto che vira al rossiccio,  mentre vitello può avere un manto variegato ma anche che si mimetizza molto bene con le erbe, e spesso è nero bruno scuro quindi freddo … quindi il vitello è identificativo del male. 

Perché presso il trono ci sono 4 esseri? 
In apocalisse vengono descritti come simili a leone, vitello, aquila, e angelo … quindi non sono animali! Sono 4 razze, che nella loro costituzione assomigliano a questi animali … il resto pensatelo da voi …

Riepiloghiamo gli Elohim sono un certo numero di esseri che fanno parte direttamente della corte celeste … quella direttamente e strettamente connessa con Dio, sono tutti Dei … non per nulla Dio o Eloah si fa chiamare il Re dei re cioè un imperatore, e Re degli eserciti, ecc.

Come poteva un angelo o un arcangelo anche molto potente essere in grado di tentare un colpo contro il suo creatore ?
Potrebbe un operaio prendere il potere di un capo di stato, non di certo a meno che questo non distragga.
Potrebbe un generale da solo, senza nessuno tentare di sostuirsi ad un Re? Molto difficile, può tentare ma senza un aiuto che lo sostenga sarebbe difficile. 
Non parliamo di esseri umani, ma parliamo di dei e angeli.

Un'altra domanda, Dio in Enoch si definisce come Colui che E’ uno Spirito uscito dall’invisibile. Perché dice uno spirito, e non Lo spirito? … 
Perché ce ne sono altri, simili a Lui, inferiori come potere, ma ce ne sono … quindi Dio cioè Eloah fa parte di una razza di Dei, che si definiscono spiriti, per non dire cosa sono realmente. 
Gli dei che si sono sottomessi a Dio sono un certo numero … e sono coloro che si prostrano faccia a terra e cedono le loro corone, a Dio … 

C’è un'altra espressione, che dice le tenebre non l’hanno accolta, perché le tenebre non accolgono la luce? 
La spiegazione umana ovvia è lettura puramente umana...che non perlustra le frontiere dello spirito.  

E chi fa parte di queste tenebre? 
Gli spiriti che abitano le tenebre, che non sono spiriti di luce come lo è Dio.
Quindi qui cosa ci fa capire, che ci sono due spiriti, uno domina la luce e uno le tenebre, ma Eloah sovrasta tutto ciò perché è il creatore di tutto. Mentre gli altri dei Elohim sono creatori di una parte. Quelli della luce e quelli delle tenebre che non hanno accolto la luce, e si sono separati da essa. Infatti in genesi dice e Dio separò la luce dalle tenebre una la chiamò giorno e l’altra notte..

Eloah in sostanza sarebbe il Padre degli Dei … il primo e l’ultimo cioè il sempre esistente. Colui che non ha Nome. Tutti gli altri sia quelli che occupano la posizione nella luce che quelli delle tenebre sono Elohim.

Come potrebbe un semplice Arcangelo contrastare la potenza di un solo Elohim? 
Come potrebbe muovere guerra contro l’Onnipotente? Se non possiede un suo potere? La frase di San Michele  dice: “ Sei tu come Dio?” in realtà la frase è intesa così:“Sei tu come Eloah? o chi è come Eloah?” 
Chi poteva effettivamente sfidare il Padre degli Dei? 
Non certo un angelo, non certo un generale, un principe si!
Gesù dice :“ho visto cadere dal cielo come folgore Satana! Da dove è caduto, dalla corte …

La vergine! ha un potere enorme tanto da dominarlo effettivamente e concretamente . 
Ecco perché lui la odia ferocemente più di Cristo stesso, perché è stata elevata sopra di lui. Lei è Regina, mentre lui era/è un principe, di bellissimo aspetto, splendente perché purissimo, candido, ecc, possiamo dire un delfino … uno che poteva aspirare ad essere di più, uno che poteva porsi alla sinistra... Il simbolismo di schiacciare è proprio indicativo di un potere dato, di dominio … il senso di precipitare indica anche il toglie potere, precipita da una posizione alta ad una posizione bassa, viene in sostanza ridimensionato, per quanto sia sempre quello che è, le catene hanno un senso di bloccare impedire che esso usi quel potere. La preghiera contro satana svolge la funzione della catena e anche di arma. Le corna, stanno ad indicare il potere che possiede … non sono messe li per nulla. Il Leone ha una criniera che fa da corona, per esempio sansone aveva molti capelli egli stesso pensava che fossero i suoi capelli a donargli il potere, però la criniera umana ha un senso simile a Leone, infatti noi usiamo anche il termine chioma per indicare i capelli, il termine ha un vicinanza con la chioma degli alberi che è formata da molti rami fitti … Quindi in origine gli eserciti angelici erano 12, dopo la caduta di Satana, Lucifero ecc … sono rimasti 9 e 3 sono partiti con il maligno … può essere che dopo la presa di coraggio di S. Michele esso abbia meritato il titolo di Principe infatti viene definito il principe delle milizie celesti, la sua nomina terrena non è stata una volontà umana come pensiamo noi, cioè il capo dell’esercito tutto intero …  potrei andare avanti con altri riferimenti biblici…













sabato 25 ottobre 2014

L’anima ed eredità, amore e peccato.

L’anima nasce per eredità e senza amore si fa peccato.

Nella genesi si legge questa frase …

[7]allora il Signore Dio plasmò l'uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l'uomo divenne un essere vivente.
Molto particolare, apparentemente di facilissima interpretazione, invece nasconde una verità piuttosto particolare.

Leggiamo bene,” plasmò l'uomo con polvere del suolo” . Quindi, siamo stati creati usando gli elementi appartenenti a questo pianeta, cioè la materia che esistenza in esso.

“soffiò nelle sue narici un alito di vita e l'uomo divenne un essere vivente.” Soffiò è il termine esatto di tutta la frase è il verbo soffiare la vita e divenne vivente. Quindi fa l’azione di immettere nel corpo creato ma non vivo, un elemento che gli dona la vita, cioè lo anima, lo rende vivo e vivente. Vivo perché è in grado di auto-sostenersi, mentre vivente perché è in grado di autodeterminarsi. Però questa frase ci dice molto di più, in tanto si legge che parla solo di Adamo, tutta la questione è riferita unicamente ad Adamo, dal quale preleva una parte del suo codice genetico e crea la donna. In ciò si capisce molto bene che l’alito o soffio divino si fonde con il corpo e quindi con DNA di Adamo, per rimanere per sempre legato a lui, quindi l’anima di Adamo è un tutt’uno con il codice genetico, fa parte di tutto l’organismo di Adamo, quando creano Eva prelevano da essa un parte di questo codice speciale che c’è in Adamo, e quindi Eva viene creata similmente ad Adamo, ma in essa ha un anima che è parte di Adamo. Quando Gesù dice, e i due saranno una casa sola intende dire che l’anima di Adamo e di Eva si riunirà per riformare in quel momento, la prima anima, che era stata donata da Dio. Si perché Adamo possedeva l’intera struttura di questo soffio divino, Eva invece sottrae ad Adamo una parte di se, e quindi Adamo si viene a trovare un anima diciamo più debole, ma che ritorna ad essere forte solo quando da vita ad un figlio, perché mediante il figlio, lo spirito si ricompone. Quindi i progenitori furono fatti così … Ora Gesù parlando con sua madre ci fa capire, che il suo spirito rimane legato a lei, per sempre. Ma perché afferma questo, perché sa benissimo, che c’è una profonda unione tra una madre e suoi figli, unione creata e generata sia carnalmente, ma anche spiritualmente, si perché in realtà l’anima di un Padre si fonde con quella della Madre non solo i corpi danno vita geneticamente ad un nascituro, ma anche le anime, dell’uno e dell’altro, si uniscono per dar vita in quel momento, ad una terza anima, che si colloca nel corpo del nascituro. Essa infatti cresce con il nascituro, infatti sappiamo che le anime di un bambino sono delle stesse fattezze di quel bambino, e le anime di un anziano assomigliano all’anziano, questo fa capire che l’anima si sviluppa nel corpo ed è ad essa intrinsecamente legato. Ma durante la gestazione è l’anima della madre che sostiene e nutre l’anima del figlio che la sviluppa, la protegge, ecc, per questa ragione Gesù dice a sua madre io sarò sempre con te, il mio spirito sarà sempre con il tuo spirito, perché in realtà le due anime sono intrinsecamente legate, infatti spessissimo tra la madre e un figlio/a si crea un legame molto più forte che non con il padre e spessissimo lo spirito o anima della madre percepisce i figli
Quindi in sostanza l’anima la ebbe solo Adamo, poi tramandata con un codice speciale inserito nel DNA e assolutamente indispensabile per la vita stessa del soggetto, senza la quale il soggetto non si sviluppa, neppure le cellule embrionali. Non solo l’anima cresce nel corpo della madre, ed è intrinsecamente legata ad essa. Anche quando il nascituro viene alla luce, esso percepisce quasi per “magia” la presenza della madre, pur non vedendola. Il legame che c’è tra madre e figlio, è indissolubile, e ogni cosa fa la madre, il figlio corrisponde in qualsiasi modo, quindi si istaura tra figlio/a un legame solido come una roccia, molto più solido che non verso un padre, anche nei casi dove la madre ha trattato male un figlio, esso cercherà sempre di essere dalla parte della madre, proprio in virtù di questo legame speciale determinato dall’anima, inoltre i legame è molto più forte con i figli maschi che non con le femmine, questo non è un fattore psicologico come dicono gli psichiatri, ma è un fattore “genticospirituale” perché l’anima maschile è affine con quella femminile anche se i due sono consanguinei. Come dice Gesù nella fattispecie del matrimonio, i due saranno una cosa sola … una carne sola … perché  nell’atto dell’unione si uniscono anche le anime, per generare un terza anima … per questo si deve amare veramente la propria sposa, perché far nascere un nascituro con animo sincero, serve vero amore, non un  atto sessuale. Ecco perché si fa peccato, perché nel sesso, non si usa l’amore, che è necessario, affinché l’unione dei due, generi la medesima unione dei due antenati ancestrali Adamo ed Eva. Non avvenendo questo il nascituro nasce nel peccato. Quindi per evitare conseguenze non gradevoli al nascituro l’atto deve essere fatto con amore.. Quindi ogni atto fatto senza conseguimento, senza procreazione, cioè senza amor è peccato, Dio intende peccato quando non si procrea e anche quando lo si fa senza amore. Quindi ogni altra forma, di sessualità fuori dal matrimonio non è gradita perché non porta a nessun esito positivo, di conseguenza diviene un peccato.











giovedì 23 ottobre 2014

La coerenza di Satana.

La coerenza di Satana.

Satana è il nostro maggiore tentatore, colui che ci provoca in ogni modo, colui che ci suggerisce qualsiasi nefandezza e qualsiasi soluzione per ottenere il nostro peggior male o apparente bene, per meglio farci del  male e farne agli altri, e come esito finale per annientare la certezza della vita eterna  e dannarci.  
L’odio che egli porta e mostra a noi verso Dio è enorme, smisurato, ma anch’egli deve sottostare a Dio stesso e lo riconosce anche se a malincuore ma è costretto obbiettivamente a riconoscerne il potere  e l’autorità.

Però satana è coerente al suo porsi contro Dio, suo Figlio Gesù , allo Spirito Santo e alla Vergine Santissima, ecc.

Però ha dimostrato in centinaia, migliaia di esorcismi  in tanti secoli che egli è profondamente schifato, disgustato di noi, soprattutto egli stesso sotto costrizione dimostra come si ride di noi, del fatto che siamo stolti e stupidi a non seguire intensamente ed intenzionalmente le parole di Gesù, a seguire i sacri richiami della sua Santissima Madre, a non fare il possibile per essere avverso lui, che non immaginiamo minimamente quanto poi dovremo soffrire; anche altre anime dannate hanno espresso  eguale concetto, e quindi si comprende che dopo tutto l’orrore che essi producono dentro e fuori di noi, inducendoci e istigandoci a commettere orrendi delitti, soprusi, peccati inimmaginabili, contro chiunque, esso stesso con il suo esempio diciamo estorto, da esorcismo ci avverte che noi stiamo perdendo la vera vita, quella vivente, quella eterna e che dovremo vergognarci di quello che qui facciamo, e dovremo veramente dedicare ogni nostro respiro ai fratelli, nel tentare di far capire, correggere, ammaestrare, amare, pregare, convertire, guarire, ecc, finche c’è vita.

Quindi sotto costrizione di esorcismo è costretto a dire la verità, mentre in stato normale dice sempre il falso, pur conoscendo bene la verità.

In ciò si nota coerenza in quello che afferma anche se egli stesso quando torna alla sua normalità, non certo ripeterebbe tali parole cercando in ogni modo di falsarle. Ma questo ci fa capire che da un certo punto di vista, anche sotto costrizione egli ci esorta a non seguirlo, paradossalmente ci fa capire che la nostra vita non è questa, che possiamo e dobbiamo ambire a quello che lui ha perso per l’eternità.

Nella sua normalità la sua coerenza è quella di essere contro Cristo in modo coerente totale, mentre noi siamo incoerenti, perché un giorno siamo di satana e un giorno siamo di Dio o meglio dire, che da un secondo all’altro siamo dell’uno o dell’altro a seconda delle nostre bizze mentali. Egli ci sprona ad assumere atteggiamenti che sono i peggiori per noi, anche se porrebbero apparire migliori ad occhi ingenui ed ignoranti, di gente superficiale, superstiziosa, arrogante, presuntuosa, alle volte intelligente, ecc, usando l’astuzia a lui familiare, porta con l’ingannano ad essere ingannati, ma siamo sempre e solo noi ad accettare l’inganno che egli ci propone, non è satana che porta a termine l’inganno, non è sua la colpa ma nostra che l’abbiamo ascoltato.  Quindi non è lui che fa peccato, ma noi che accettiamo il peccato che gli ci istiga e propone.


Per essere un perfetto ingannatore, bisogna che sia un perfetto conoscitore della verità. 
Quindi chi brandisce il vessillo della verità e lo usa contro la verità è colui che porta l’inganno. 

martedì 21 ottobre 2014

Pensieri , parole, opere e omissioni

Pensieri , parole, opere e omissioni

Il peccato sappiamo cos’è?
Il peccato così chiamato fin dall’inizio della vita umana specialmente contenuto in alcune religioni. È in sostanza un atto, fatto per danneggiare un altro essere, che sia umano o non , in pratica è una volontà volta a danneggiare un altro essere che si può trasformare e concretizzare in molte forme diverse.  Un peccato  è generato da una serie di volontà e desideri, che trovano la loro origine nel pensiero e si concretizzano nelle azioni, è determinato da una serie di volontà e desideri, atti a fare il male al prossimo, ma anche a se stessi. Può essere involontario come volontario. Involontario quando è condotto da un errore di valutazione, che può essere determinato da una volontà altrui, per portarci volontariamente a commetterlo, senza che ce ne rendiamo conto. Oppure un peccato volontario, è intenzionale, che spesso è fatto contro il prossimo. Quindi il peccato non è altro che un atto, un desiderio, una volontà di danneggiare, psicologicamente, spiritualmente e fisicamente un altro soggetto per sottrarre ad esso qualcosa, anche se questo qualcosa non è nulla di fisico, ma può essere un sentimento positivo, un affettività, o qualsiasi cosa.

Il compiere peccato, agisce sulla sfera emozionale, affettiva prima di tutto del soggetto, poi su quella fisica ; il numero di peccati che possiamo dirigere verso gli altri è enorme, può andare dalla morte cagionata al prossimo, sia di natura fisica che psichica, fino ad arrivare a peccati verso noi stessi, così leggeri ed effimeri da risultare insignificanti agli occhi di molti e quasi mai si considerano peccati ed invece lo sono.

La chiesa Cristina cattolica, distingue il peccato in 4 forme, generato da 4 atti, il pensiero, la parola, l’opera, e l’omissione.

Dei peccati siti nel pensiero abbiamo tutti gli stati dell’animo negativi che portano ad ogni sorta di volontà contraria a qualsiasi creatura esistente …

Il peccato detto della parola è un estensione di quello del pensiero, ma che rimane verbalizzato, compiendo  anch’esso un danno, alle volte più grave di quello fisico.

Il peccato che degenera in azione, è il tipo definito distruttivo, dove si esercita una forma distruttiva di quello che è il soggetto interessato da questa azione, in senso fisico, ma anche psicologico e talvolta anche spirituale.

Il peccato come già detto generato nella mente per un desiderio, una volontà solitamente di dominio sull’altro, di controllo, il quale però dopo essere stato ragionato, meditato, valutato, studiato e congegnato, viene posto in pratica, e si trasforma da semplice pensiero di una gravita inferiore, passa a divenire più grave, viene enunciato cioè viene esplicitato in parole, viene reso noto, viene  reso pubblico, come è il caso della bestemmia o dell’offesa. E questo atto il peccare con l’uso del linguaggio si divide in due parti il linguaggio uditivo cioè emettendo suono, o il linguaggio visivo, che si esprime sia nella forma scritta che nella forma esteriore del vestire e dell’essere.

Poi esiste il peccato concretizzato cioè quello che dal pensiero diventa opera senza neppure passare mediante la parola, ma da pensiero ad atto direttamente, questo è un peccato che si esercita e che produce per l’uomo il peggiore di mali verso l’uomo, la concretizzazione dei suoi pensieri che diventano un azione, cioè un opera atta per danneggiare qualsiasi creatura, ma anche se stessi.

L’omissione è un peccato che poco si da peso e poco si bada, quasi si dimentica anche nella fede cristiana,
spessissimo non si confessa e neppure chi confessa chiede, si da per scontato che si consideri incluso. Invece non è così..

L’omissione è un atto volontario volto a non rivelare , non dire, non svelare, nascondere, tralasciare e tacere una o la verità, con propositi di truffare, ingannare, il prossimo.

Ma anche far credere una verità falsa, che non corrisponde alla realtà, quindi rientra nell’azione della menzogna, ecc.  Questo peccato oggi giorno è usato anche in politica, ma anche in ambiti dove non dovrebbe esistere tale peccato. Quando per esempio un uomo che conoscendo una certa verità la usa a suo vantaggio producendo però un effetto diverso da essa, e arrivando a fra credere e a dissimulare una falsità atta a portare chi crede in quella volontà per strade diverse dalla verità conosciuta, questo è un atto di omissione. Tra l’altro questo atto è anche molto grave, per certi versi è un peccato molto più grave di un peccato di istinto, quale potrebbe essere un insulto o uno schiaffo, anche in certi casi l’omicidio non premeditato, ma di impeto, senza ragione.  Si perché nell’omissione c’è un profondo ragionamento atto a far credere una verità diversa da quella reale, usando l’astuzia e quindi premeditato.

Però alle volte si è costretti ad omettere una verità, perché dire la verità potrebbe essere di danno alla persona, ma generalmente tale cosa si applica solo per cose da poco, o per non creare fratture ancora più grandi nei sentimenti delle persone, in relazione al tipo di persona ….  Diciamo che ogni caso va da se …. Generalmente  però sarebbe sempre meglio dir la verità ad ogni costo anche se questa dovesse risultare dolorosa, anche perché spesso omettere una verità si ha come conclusione che presto o tardi, l’omissione diviene così grande che si complica sempre più, creando dei problemi che spesso diventano insormontabili e posso portare ad altri effetti collaterali anche gravissimi … quindi meglio dir sempre la verità. C'è modo e modo per dir anche una verità grave.

I casi di omissione più gravi sono quelli che riguardano la fede, quando un soggetto religioso ti fa credere una verità che non è quella vera, quella che egli stesso per tutta la sua vita ha combatutto, ha divulgato, ad un tratto la stravolge per nascondere una verità, per far credere o per inserire nelle verità una verità che non corrisponde più alla verità che era la sua base fondamentale .  Questo genere di omissione è volta verso lo Spirito Santo stesso e corrisponde esattamente ad un tradimento. 

domenica 19 ottobre 2014

MALIZIA E DANARO

lA MALIZIA E IL DANARO

Vangelo secondo Matteo 22,15-21

“Maestro sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità. Tu non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno. Dunque, dì a noi il tuo parere : è lecito o no pagare il tributo a Cesare?”

Questa prima parte cosa ci dice?
Prima di tutto il discorso che fanno i farisei, dimostra chiaramente nella sua struttura come è posto che esso tende ad un inganno … le loro parole da come sono poste si evince la volontà di far del male, anche se apparentemente la frase sembra avere un contenuto di verità. Ma vediamo di capire dove la frase si tradisce da sola …
“Maestro sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità. “ già questa prima parte appare strana, il fatto di dire” sappiamo che sei” implica che si vuol omaggiare la persona di conoscere la verità, quindi potrebbe far presagire già qualcosa …
“Tu non hai soggezione di alcuno,”  queste parole già fanno capire ad un acuto ascoltatore che è in arrivo una domanda trabocchetto, dire “non hai soggezione di alcuno”, fa capire molto bene, che chi l’ha espressa sta per effettuare una domanda tendenziosa …
“perché non guardi in faccia a nessuno.”  Ribadiscono e sottolineano come se fosse un rimarcare lo stesso concetto che la persona è sincera … .e che si vuole che essa risposta in sincerità … qui già fa presagire una malizia …
“Dunque, dì a noi il tuo parere : è lecito o no pagare il tributo a Cesare?” il temine della domanda è melliflua che apparentemente suona come un voler esaltare il soggetto … trova in questa espressione la sua chiarezza conclusiva e esplica effettivamente l’inganno che cela …
Questa frase per intero sembra indicare solo l’aspetto che di voler esaltare il soggetto …. cosa ci fa capire esattamente?
Che non bisogna fidarsi di chi con le buone maniere, con l’intelligenza, con l’abilità nel parlare, con l’erudita dottrina, con la legge alla mano, suonando le trombe, e alzandosi sugli altari e mostrando una apparente umiltà, cerca di mostrare una verità che vera non è, per poi uccidere chi ha in se la verità dello Spirito Santo, in sostanza ci dice di far attenzione a chiunque sbandieri una verità o la verità, ma che ha un proposito diverso dalla verità, quello di trarre un inganno usando anche la verità.
Gesù non manca di una risposta tanto rapida quanto distruttiva, non si perde in risposte frivole, non si perde in risposte complesse, non sta al loro gioco … Ma è diretto, semplice e efficace.

G:“ipocriti, perché volete mettermi alla prova? Mostratemi la moneta del tributo”
G:“Questa immagine ed iscrizione di chi sono?”
gli risposero:“Di cesare”
G:“Rendete a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio.”

La risposta finale di Gesù è perfetta, ma cosa vuole dire esattamente, la Chiesa spiega che essa significa di dare all’uomo quello che all’uomo appartiene, cioè di pagare tutti i tributi che l’uomo esige, ed altro …. e di dare a Dio tutto quello che Dio chiede ….Ma vorrà dire solo questo? No! C’è molto di più da dire a tal proposito.
Ma prima facciamo un analisi esatta … cosa realmente appartiene a cesare?
Cesare è un uomo, e come tale è anch’esso creatura di Dio, quindi cosa gli appartiene? Nulla a guardar bene …  Di cosa dispone? Le cose che possiede derivano da ciò già esiste e dato che ciò che esiste è stata creata da Dio, nemmeno quello che gli appartiene …
Gesù dice “date Dio quel che è di Dio” … cioè tutto.. significa che ciò che appartiene all’uomo è solo quello che esce dalla sua bocca, cioè le sue parole, quindi in definitiva cosa gli appartiene a Cesare? Solo la legge che egli impone agli uomini, il tributo per essere uomo libero, altrimenti non pagando il tributo non sarai libero, perché chiunque potrà disporre di te …

In altra parabola Gesù dice : “Non quello che entra nella bocca crea peccato, ma quello che esce dalla bocca” cioè la parola è questa che crea peccato, e anche una legge iniqua crea peccato, quindi il dare a Cesare è inteso anche come restituire a Cesare il peccato che egli ha fatto verso di voi, in forma di tributo, dato che il danaro è un mezzo del peccato, perché con esso si compra l’uomo e la sua libertà.
Restituire a chi ti chiede tributo del danaro, significa riprendersi la libertà.

Ma allo stesso tempo Dio chiede a noi il suo tributo, non in danaro, ma in forma diversa... che esprime un azione contraria a quella estressa dal danaro... 

Quando satana tenta Gesù mostradogli immensi tesori e regni, lo vuole in realtà comprare con del vile denaro, ciò si comprende che satana e il denaro sono sinonimo di peccato....per questo Gesù chiede di abbandonare tutto e seguirlo, perchè il danaro porta a satana quindi alla perdizione...

A Cesare appartiene il denaro a Dio appartiene tutto ciò che non è denaro. 











sabato 18 ottobre 2014

2015



18 ottobre 2014 ore 5:20

Messaggio. 

IL 2015 è l'anno in cui ciò che deve venire non verrà, ma ciò che era stato predetto si compirà!

Non dirò nulla su questa enigmatica profezia.....però fa ragionare molto.... 

venerdì 17 ottobre 2014

Guai a voi, servi di satana

Messaggio, 15 ottobre 2014

Avvertimento!

Guai a voi, servi di satana

Odo dall’alto dei cieli, le voci arrabbiate di molti fedeli, e la grave confusione che regna in questo tempo dove satana sta mietendo le sue vittime.

GUAI A VOI, scribi, servi di satana, perché l’ora sta giungendo ….. grazie a voi, molti fedeli perderanno la vita eterna, ma io Gesù Cristo, Figlio di Dio Padre Onnipotente ho stabilito che i peccati indotti da nuove regole contrarie alla mia parola lasciata dai miei 12 apostoli alla chiesa, ricadranno su coloro che avranno promosso e applicato una parola contraria alla mia legga.

GUAI anche voi che asseconderete tali regole senza opporvi, perché anche su di voi cadrà la mia legge.

Guai a voi, che trovate ogni sotterfugio per indurre nel peccato i figli degli uomini, perché la vostra ora sta per giungere …

Guai al mondo che nel momento del mio ritorno non si trovi nella mia legge, perché la sofferenza più grande che avete ora, sarà la più piccola, di quella che avrete in eterno .


E voi che prostituite il mondo, voi nazioni di satana, che ambite la morte dei miei figli, quando tornerò glorioso, di voi non ci sarà più traccia, ne ricordo.

sabato 11 ottobre 2014

Richiami divini

Venerdì 10 ottobre 2014  - 5:14

L’Immacolata Concezione.
Cari figli.
Il mio cuore di Madre piange sangue, nel vedere il mondo in grande agonia, lontano dalla parola Sacra che mio figlio Gesù che vi portò e ancor prima quella lasciata dal Padre Celeste al mondo intero.

Figli, volete fare da soli, ebbene vi dico, chi non prega, non avrà assistenza da Dio, chi non crede e si opporrà a Gesù mio Figlio non riceverà protezione.
Il Padre Celeste vi ha sempre aiutati, evitandovi catastrofi e malattie, anche a coloro che erano lontani dalla fede, ma ora dovrete meritare le grazie che chiedete. Qualsiasi cosa vorrete, dovrete meritarla, credendo, amando e mettendo in pratica giorno per giorno la parola santa. Chi non prega e non opera come Gesù ha comandato ai suoi primi apostoli non eviterà le catastrofi.
Abbiate vera fede, credete veramente in Mio figlio che vi farà suoi figli.
……………..
Ogni tanto mi pongo delle domande e in questa occasione la Vergine S.sma mi ha risposto...
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Caro figlio, non turbare il tuo cuore, quello che affermi è vero e giusto, per cui confermo le tue parole.

Non ho mai spinto i miei figli a me affidati, da mio Figlio Gesù, ad arricchirsi, a chieder denaro per qualsiasi cosa. Se anime di buon cuore hanno dato di loro, non  fu per mia volontà.
I molti mali che sono nel mondo sono causati dalla vostra indifferenza, dal male che cercate e dai tantissimi peccati che arrecate a voi stessi, contro il vostro prossimo, assecondando volutamente satana. Spesso, anche tra i migliori e tra i gli eletti si fanno e si dicono cose che da Dio non vengono.


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Venerdì 10 ottobre 2014  -  21:00

Non imprecate contro Mio Padre e mia Madre,  perché attribuite a Lui ogni responsabilità, quando non credete e quando non ci amate, chiedetevi cosa avete fatto voi per i fratelli, ogni giorno commettete peccato. Pentitevi, pentitevi, chiede perdono in ginocchio, supplichevoli, confessate con fede e pentimento sincero i vostri molteplici mali, comunicatevi e accogliete benignamente il mio sangue e corpo in voi, come segno di unione con la Trinità, ed io sarò con voi. Vi proteggerò, vi amerò, vi darò tutte le grazie che mi chiederete, ma pregate, pregate e fate molte opere, il tempo è grave, l’umanità si sta pervertendo.  I pochi dovranno pregare e sacrificarsi per i molti, affinché il Padre Celeste dia un'altra opportunità, ma il mondo continuerà il suo vivere nelle tenebre fino alla fine, non comprendendo il male che esso stesso sta facendo a se stesso.

Cari figli, io ho bisogno di nuovi sacerdoti santi, non abbiate paura abbracciate la fede che ho lasciato a testimonia ai 12 apostoli, non temete di perdere la vostra libertà terrena, è solo un attimo dell’eternità. Ricordatevi che essere sacerdoti significa vivere come esseri reali e viventi eternamente al cospetto dell’unico Vero Dio. Solo coloro che si donano in anima e corpo alla Trinità avranno la vita viva eterna. Perché questo vostro vivere è morto, non è vita viva. Siete vivi, ma non siete viventi. Chi sarà Mio sacerdote, la seconda morte non avrà presa su di lui/lei. Ma fate attenzione a non smarrire la via, perché anche chi si appresta ad essere mio apostolo, può smarrirsi, tradire e divenire anche avversario.

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I questo messaggio Gesù parla velatamente ma si comprende chiaramente che fa riferimento al brano dei  vangeli dove dice:

“Lasciate che i morti seppelliscano i loro morti”

Facciamo un analisi della frase….
Gesù parla agli apostoli ……quindi il “lasciate” è riferito a loro…

Chi sono primi morti e chi sono i secondi morti?

I primi morti sono i vivi, mentre i secondi morti sono proprio i morti i non più vivi.
Ma cosa intende dire con quel “lasciate”?
Sta parlando agli apostoli, e gli sta dicendo che la scelta di essere diventati apostoli, o meglio dire scelti da Gesù figlio di Dio in persona,  li ha resi viventi…la frase molto occulta invece parla chiaro, ed esprime un pensiero molto ben definito di Gesù, dice in pratica che chi viene scelto per volontà di Dio ad essere suo Apostolo, diverrà vivente, per questo incita gli apostoli ad  abbandonare la vita dei vivi e di lasciare che i “vivi” seppelliscano i loro morti.
Come se Gesù volesse creare un distacco tra i viventi e i vivi, perché i vivi, in realtà appartengono al mondo dei morti. Infatti noi ci riteniamo vivi, ma la nostra sostanza è deperibile e quindi mortale.


Fa anche chiaro riferimento alla seconda morte, descritta precisamente in apocalisse, nel cap20,1-6.

In rifermento alla prima morte e alla prima resurrezione e alla seconda morte ..sarà in pratica quella decapitazione seguita dalla prima resurrezione …..ma coloro che non risorgeranno alla prima resurrezione non ritorneranno più in vita… mentre la seconda morte è la morte dell’anima….
Quindi la prima morte è la morte del corpo, e la seconda morte è quella dell’anima.
Ecco perché nel messaggio dice voi siete vivi, ma non viventi, specifica la distinzione tra noi e loro…la nostra condizione è mortale, e viva, mentre la condizione di Dio è immortale e vivente.
Il maligno in sostanza cerca in tutta la sua esistenza di impedire agli esseri umani di divenire immortali e viventi, anche in senso materiale.

Noi crediamo di appartenere alla materia viva, cioè vivente, invece la materia a cui apparteniamo è quella morta, apparentemente viva.. infatti uno dei nostri postulati dice, "Nulla si creanulla si distrugge, tutto si trasforma." … il postulato è giusto, ma parla della materia che si distrugge ed è deperibile, cioè morta.

domenica 28 settembre 2014

Senza meriti, non si guadagna il Regno dei cieli.

Senza meriti, non si guadagna il Regno dei cieli.

Parabola dei due figli

Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo….«Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli; rivoltosi al primo disse: Figlio, và oggi a lavorare nella vigna. 29Ed egli rispose: Sì, signore; ma non andò.30Rivoltosi al secondo, gli disse lo stesso. Ed egli rispose: Non ne ho voglia; ma poi, pentitosi, ci andò.31Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?». Dicono: «L'ultimo». E Gesù disse loro: «In verità vi dico: I pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. 32E' venuto a voi Giovanni nella via della giustizia e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, pur avendo visto queste cose, non vi siete nemmeno pentiti per credergli.

Questa parabola Gesù cosa ci vuole far capire?

Intanto a chi fa riferimento questa parabola? Lo dice in alto chiaramente, ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo… quindi parla a loro…. Questo è molto importante perché fa capire a chi rivolge la parabola, che non è per tutti, ma per coloro che governano, sia il popolo che la chiesa nel nostro caso.

Due soggetti, uno dice che va , ma poi non va; l’altro non vorrebbe andarci, ma poi  va…

Gesù chiede ai sacerdoti e gli anziani :Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?». Dicono: «L'ultimo».”

La risposta di Gesù è una condanna e un rimprovero, verso la classe sacerdotale e i governanti, gli dice in pratica che costoro pur conoscendo la verità e avendola vista con mano, fanno di tutto pur di opporsi a chi ha portato loro la verità e non si pentono nemmeno, perché essi si ergono a giudici degli altri, pensando che essendo essi stessi sacerdoti credono di avere la vita eterna nelle loro mani e di riceverla senza merito, solo per il fatto di essere tali. Invece Gesù fa capire ad essi che non è così, dicendo, che, sia le prostitute che i pubblicani, hanno più meriti di loro, perché hanno riconosciuto un profeta, per le sole parole che egli ha detto.

Quindi Gesù richiama in sostanza i chi governa, perché la parabola non vale tanto per il tempo presente di quando Egli l’ha enunciata, ma per il tempo futuro, cioè per coloro che governeranno la chiesa, e in pratica li avverte, dicendo che non pensino di aver la vita eterna solo perché sono i capi o gli anziani, ma che devono riconoscere chi il Signore manda loro, e non far il contrario, perché altrimenti gente ben meno meritevole gli passerà davanti nel regno dei cieli…. Questo fa capire che non conta molto chi sei, sulla terra, valgono i meriti che acquisti per il regno dei cieli, cioè il tesoro che accumuli.

In breve nessun sacerdote deve pensare di aver la salvezza solo per il fatto di essere tale, o perché gli sia dovuta, perché così non è! Senza meriti non si va da nessuna parte.

Parabola degli operai mandati nella vigna.


Un danaro che vale l’eternità!


Mt 20, Parabola degli operai mandati nella vigna
«Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all'alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. 2Accordatosi con loro per un denaro al giorno, li mandò nella sua vigna. 3Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano sulla piazza disoccupati 4e disse loro: Andate anche voi nella mia vigna; quello che è giusto ve lo darò. Ed essi andarono. 5Uscì di nuovo verso mezzogiorno e verso le tre e fece altrettanto. 6Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano là e disse loro: Perché ve ne state qui tutto il giorno oziosi? 7Gli risposero: Perché nessuno ci ha presi a giornata. Ed egli disse loro: Andate anche voi nella mia vigna.
8Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: Chiama gli operai e dà loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi.9Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro. 10Quando arrivarono i primi, pensavano che avrebbero ricevuto di più. Ma anch'essi ricevettero un denaro per ciascuno. 11Nel ritirarlo però, mormoravano contro il padrone dicendo:12Questi ultimi hanno lavorato un'ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo. 13Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse convenuto con me per un denaro?14Prendi il tuo e vattene; ma io voglio dare anche a quest'ultimo quanto a te. 15Non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono? 16Così gli ultimi saranno primi, e i primi ultimi».


Leggendo la parabola dobbiamo far attenzione ad alcune cose….

All’alba il Signore esce dalla sua dimora e trova dei lavoratori, gli promette a questi un danaro per la giornata. Alle 9 fa lo stesso solo che non dice un danaro, dice”vi darò quello che è giusto”. Poi a mezzo giorno, alle tre e alle cinque chiede anche a questi di andare nella vigna, con la medesima modalità.

Poi il Signore disse al fattore, di pagare gli operai incominciando dagli ultimi fino a primi… qui da a tutti la medesima moneta…. I primi brontolano e dico che non è giusto avere così poco dopo aver lavorato più degli altri…. Il Signore dice, ma tu ha convenuto con me per un danaro per la giornata, di cosa ti lagni.

“Non posso fare delle mie cose quello che voglio?” questa frase è già stata usata da Gesù in altre occasioni specialmente nei confronti di Pietro, come atto di rimprovero, lo vediamo lungo il lago di Tiberiade, quando Gesù rimprovera Pietro nei confronti di Giovanni, dato che Pietro si riteneva più importante degli altri apostoli, ma Gesù gli fa capire ben altro, che deve stare al suo posto e far quanto gli richiesto, che delle cose di Gesù, lui non deve mettere bocca.

“Oppure tu sei invidioso perché io sono buono? 16Così gli ultimi saranno primi, e i primi ultimi».”

A noi esseri umani parrebbe una cosa assurda quasi illogica pagare un lavoratore come un altro che ha fatto meno ore, ma in realtà la logica c’è, eccome.

Ma perché il Signore usa questo metro? a noi può sembra strano, nel senso che chiunque secondo la logica umana dovrebbe  dare il giusto, secondo quando una persona rende… No, il Signore non pensa come noi… eppure nel suo regno, di angeli ce ne sono di tutte le grandezze, ci sono quelli che sono i generali e gli ultimi, come dire che ognuno ha il suo da fare, ma anche che ognuno occupa sedi diverse ,con poteri diversi a seconda dei meriti…

Ecco il dunque sono i meriti, che contano non la quantità di lavoro svolta.

“Un danaro  -  vi darò quello che è giusto”

Qui però il Signore fa capire che questo danaro, che vale per tutti lo stesso, in realtà vale in modo diverso, non sta nelle ore, o nel tempo il su valore, ma nel lavoro in come esso è svolto, cioè più precisamente in quanto pesa del singolo danaro,  se il mio danaro è di bronzo è sempre un danaro e può valere tanto quanto quello d’oro che essendo un danaro ha lo stesso valore, ma cosa cambia nei due? la dimensione quello d’oro può essere più sottile e quello bronzo più grosso, ma essi valgono allo stesso modo.. cambia però la sostanza e il peso…
Un esempio, per far meglio capire, nella nostra società millenaria, abbiamo avuto tanti santi, ci sono quelli che hanno raggiunto la santità in tutta la loro vita e ci sono quelli che la santità l’hanno trovata in poche ore, è la medesima parabola che Gesù usa per i lavoratori della vigna.
Cosa ci fa capire che può essere che colui che raggiunge prima la santità sia più grande di quello che la raggiunge in una vita. Perché esso ha compreso prima degli altri come si doveva lavorare per raggiungere in poco tempo lo stesso risultato di quelli che impiegavano una vita. Ecco il senso della parabola il signore prende tante persone nell’arco della vita umana, chi li prende all’alba della vita e chi li prende al tramonto, ma tutti li porta sulla stessa via, e a tutti quanti darà la medesima moneta, col medesimo peso, poi quello che vale è la capacità dei singoli a darsi al Signore come meglio possono, , ed è il singolo che deve comprendere il messaggio e migliorarsi per raggiungere la fine della giornata ed acquistare quella moneta. C’è chi lo farà in meno tempo e c’è chi lo farà in un tempo più lungo. Infatti alcuni santi, sono vissuti pochissimo, pochi anni, ma hanno ottenuto la medesima ricompensa di uno che avendo lottato per un intera vita la raggiunge in più tempo.
Quindi non sta nella quantità ma nella qualità della moneta. Come dire l’uomo ti può coprire d’oro, ma Dio di da una moneta che nessun uomo ti può dare. La paga del Signore non fa differenze. Se tu acquisti 100 meriti avrai una moneta che vale 100 meriti, se ne acquisti 100000 ne avrai una moneta che vale 100000 ma sempre una solo moneta è. 


Ho dimenticato una parte, perchè Gesù usa proprio la piante dell'uva come simbolo della sua visione e descrizione del suo popolo?

Le motivazioni sono diverse, primo perchè la pianta dell'uva si estrae il vino, e sappiamo bene che esso rappresenta il suo sangue, quindi ha un riferimento forte a se stesso. 
Poi perchè questa pianta non diverra mai un albero, rimane un piante sostanzialmente strisciante e ricadente e quindi ha come simbolo la prostrazione cioè l'umiltà, che però per produrre frutto e un ottimo vino deve essere coltivata bene, quindi dobbamo capire anche il senso di come si coltiva questa pianta.... un vignaiolo per arrivare ad ottenere un buon vino, deve prima di tutto saper scegliere il terreno adatto, prepararlo, eliminare le erbacce, dissodarlo, ararlo e fresarlo, alla fine deve compere le piante giuste, le quali saranno messe a dimora, annaffiate quotidianamente concimati e trattate con rame per combattere le malattie funginee, deve essere potata, e dopo qualche anno che le piantine si sonos viluppate bene, inizieranno a dar frutto, ma bisogn seglirere nche una giusta posizione ben soleggiata, eprchè senza il sole nons i fa nulla.... 
ma tutta questa descrizioe che ho fatto a cosa serve effettivamente a darci uandescrizione di come deve essere la vigna del Signore, cioè Gesù molto intelligentemente ci fa capire come doveva essre la sua vigna, il sole e l'aqua, la terra sono gli elementi fondamentali per uno sviluppo spirituale della giovane vite, poi si aggiunge il concime e l'antibatterico altri elementi più di natura umana che servono come compendio alla migliore crescita della pianta.... ci fa anche capire che chi deve gesire questa vigna deve saper riconsocere le migliori piante per essere poi piantata nella vigna, quelle che dovranno dar il mmiglir vino, non tutte le piante a caso, devono essere prese, ma solo quele con il massimo rendimento, Non solo ma coloro che accudiranno alla vigna dovranno saper non solo scegliere le piante migliori ma anche saper sapientemente potarle quando sarà il momento, afffinche esse possa aver maggior spinta per crescere più forti e rigogliose e produrre molto frutto.... Questa spiegazione è l'esempio che Gesù ci da per farci capire come doveva essere la vigna che Dio aveva e voleva per la sua chiesa, una vigna fatta da operari che si accontentavano che erano umili e pazienti, che sapevano gestire i giovani germogli affinche divenissero maturi e santi, perciò il vino pigiato da essi diveniva il sangue di Cristo, perchè la vigna del Sgnore deve produrre sacerdoti santi....che sono il sangue di Cristo! 

Anche l'esempio delle zizzania in mezzo al campo di grano, ha un senso simile, non si toglie quando il campo è ancora verde, ma solo quando esso è secco cioè vecchio, la zizzania non deve essere rimossa quando il giovane stelo è verde, cioè quando il sacerdote è giovane, ma bensì quando sarà alla fine della sua vita, allora il proprietario del campo deciderà cos farne di quella gramigna, essa verrà tolta prima della racconta del grano... Il senso è che c'è una vita intera per ricredersi, per cui Dio da la possibilità a tutti di cambiare, fino alla fine della propria vita mortale, riferisce proprio prima, perchè dice che la gramigna quando è verde non si distingue facilmente dal grano, per cui si raccoglierà prima della racconta del grano secco, ciò prima che sopraggiunga  la morte per il grano...Così alla fine delle vita il Signore vedrà quant gramigna sarà diventata grano e quanto grano potrà essere diventto gramigna...coesì una volta tolta la gramigna , il grano potrà divenire pane..... 

Ecco perchè il Signore ha preso come esempio non causale la vite e il grano, cioè del vino=sangue e del pane=corpo, per far capire che nella chiesa ci sarebbero state due anime, quelle che stavano presso la vigna e quelle che stavano presso il campo di grano, una doveva rappresentare il sacrificio, cioè la vigna e l'altra le opere cioè il grano, messe assieme, fuse assieme si ottiene la ressurezione=vita eterna, cioè l'eucarestia, cioè  Gesù il Cristo figlio di Dio.

Quindi il sacerdote doveva essere in grado di custodire sia la vigna che il campo di grano, di essere un bravo contadino, e un bravo aministratore di anime, affinche questa vigna e questo campo produce molto frutto. 





Trasformazione, Morte e Resurrezione e Ascensione!

Trasformazione, Morte e Resurrezione e Ascensione!

Lo spirito diventa carne, per tornare spirito.

Noi esseri umani pensiamo di essere gli unici esistenti nel nostro mondo materiale, così per lo meno la scienza piace credere e spinge buona parte del mondo a questa prospettiva, quasi imponendo coercitivamente, ma le nostre tradizioni antiche di migliaia di anni, ci insegnano che non è così, l’uomo secondo i testi antichi ha vissuto e vive, in un contesto formato e creato da esseri soprannaturali che hanno dato vita a tutto il creato, specialmente per Uno che è la divinità Onnipresente senza la quale nessun altra divinità potrebbe sussistere, cioè Dio. Queste entità hanno tra le tante loro caratteristiche e poteri, hanno la possibilità di trasformare i loro corpi in quello che creano, cioè essi stessi possono divenire carne, cioè materia.

Nelle sacre scritture non abbiamo molti esempi, però abbiamo per esempio il caso di alcuni esseri discesi sulla terra e divenuti poi carnalmente umani, i quali si sono uniti con donne, come appunto racconta la Bibbia, dando vita per esempio ai giganti, di cui tral’altro si sono trovate numerose tracce.  Questi esseri erano certamente esseri divini, che sfruttando il potere di Dio hanno trasformato il loro corpo in corpo umano. In pratica avviene un fenomeno molto particolare, questi corpi “spirituali” vivono in uno spazio tempo diverso dal nostro, e quando vogliono possono mutare la loro condizione esistenziale, producendo un passaggio di stato, escono da questa condizione e diventano visibili.

Altro caso il racconto di Enoch da carnale diventa spirituale e viceversa ma in questo caso la trasformazione avviene non per morte ma per straformazione del corpo carnale in corpo spirituale, in una forma e con un sistema completamente diverso, non auto-generato, cioè non per propria volontà, ma per volontà e potere di Dio che permette ciò.

Ma nell’apocalisse si descrive che altri due soggetti diverranno carne e poi dopo 3 giorni risorgeranno, cioè ritorneranno in vita, ma non in vita carnalmente ma in forma spirituale. Il loro corpo carnale verrà riconvertito in spirito anche se visibile. Questo evento sarà molto simile a quello che avvenne ad Enoch.

Nel nuovo testamento l’unico a possedere il potere per autogenerarsi è Gesù Cristo stesso, ovviamente Egli possiede tutto ciò perché figlio di Dio e Dio con Dio.  Infatti  a differenza di Enoch e dei due vestiti di sacco, e anche degli angeli in origine, Gesù da spirito diventa carne, in una forma differente dagli altri, con la morte corporale riacquista la sua libertà dal vincolo della morte, e mediante sempre il suo potere insito in se stesso, risorge trasformando totalmente la sua natura corporale mortale nel corpo glorioso cioè spirituale che possedeva già in origine. La differenza sta nel fatto che solo Cristo possiede la volontà e il potere proprio di cambiare la sua natura in altra natura. Gli esseri spirituali che non hanno possibilità di possedere un potere proprio, cioè generato da se stesso, per propria determinazione, non possono trasformarsi in esseri carnali e divenire nuovamente esseri spirituali. Devono sempre attingere al potere di colui che lo genera, Dio, per operare questa trasformazione.

Il potere di un essere spirituale non viene perso, rimane completamente, nella sua forza e nella sua potenza, l’unica cosa che un essere spirituale gli viene a mancare è l’immortalità, divenendo carnale diviene mortale. A meno che colui che detiene il potere non eserciti su se stesso o su altri esseri, per motivi a noi sconosciuti, un potere, per rimarne eternamente o lungamente giovane, ma ciò implica, un rallentamento delle funzioni corporali a tal punto che il corpo non appare invecchiare, questo è avvenuto all’inizio della creazione, quando i primi nati, dopo la creazione avevano in se una purezza perfetta, e molti dei loro geni erano perfettamente funzionanti e attivi, quindi i loro corpi non erano ancora corrotti, a tal punto da perdere la possibilità di vivere molto a lungo, come sappiamo dalla letteratura biblica da Adamo in poi fino all’esaurimento di questo privilegio, che è andato scemando nel corso dei millenni.

Ma la differenza tra la mortalità di un essere umano che nasce mortale da due esseri mortali, e quella tra un essere che da spirituale diviene mortale è notevole.

In pratica al momento della morte di entrambi, l’uno muore senza possibilità di trasformare il suo corpo in corpo “glorioso” l’altro invece ha il potere in se di traforare la sua natura mortale in natura spirituale, perché mentre l’essere umano ha un DNA di un certo tipo, l’essere spirituale dispone di un DNA perfetto capace di ri-trasformare se stesso, mediante dei geni speciali derivati da quelli spirituali che questi esseri soprannaturali nella loro costituzione spirituale posseggono, in sostanza un essere spirituale non muore realmente,  anche se è morto materialmente, ma la sua natura intrinseca lo rende particolare capace di trasformare e tramutare la sua forma materiale in altra forma che noi definiamo spirituale. La trasformazione non avviene istantaneamente, perché prima deve morire la parte carnale reale del corpo e poi la parte spirituale dello stesso legata allo stesso corpo(non come noi che la nostra anima è sostanzialmente slegata, anche se in parte unita), rigenera la parte del corpo mortale che torna ad essere viva mortalmente-carnalmente in sostanza rinasce o resuscita; la fase successiva è la trasformazione della parte carnale in corpo spirituale, che non è altro che l’ascensione, allora la parte dello spirito che ha contribuito a rigenerare il corpo morto, si lega con la parte del corpo rigenerato così facendo tutto diventa uno. Lo spirituale e il corpo carnale diviene glorioso, si uniscono per tornare alla loro origine, questo processo e tanto più rapido quanto è  grande il potere dell’essere che era in precedenza, prima di divenire carnale. Gli esseri umani possono arrivare a ciò solo dopo un periodo di purificazione e dedizione a Dio, ma essa non è indotta per poteri propri connessi al corpo umano, ma è indotta dallo Spirito di Dio che entrando nel corpo, lo rigenera e lo può risuscitare, come è stato nel caso di alcuni santi, tipo S.Charbel, ed altri; mentre nel caso specifico di Gesù questo non avviene perché Gesù essendo Dio con Dio, Figlio di Dio non ha bisogno di uno spirito che faccio ciò. Perché esso stesso ha in se tutto l’occorrente; è morto e poi è poi è risorto ed è asceso, per sua diretto potere intrinseco in se stesso.
Gesù Cristo però nasce da donna carnale, anche se Maria è stata forgiata da Dio con un corpo materiale ma senza peccato alcuno, come se fosse carnale ma glorioso, questo è possibile per Dio. Gesù però non nasce per seme umano, ma per volontà di Dio, quindi Egli ha in sé sia il corpo carnale glorioso della madre e lo spirito di Dio, come ho già scritto in altri articoli…. In sostanza Gesù appare essere umano carnalmente, ma possiede in se la gloria di Dio. Quindi in sostanza quando esso dice anche di Lazzaro che non era morto, ma dormiva intendeva dire che per Lui quella non era la vera morte, ma una apparente morte, mentre per noi umani la nostra morte carnale è vera morte. Quindi Gesù muore carnalmente realmente, ma essendo Egli stesso Dio, resuscita se stesso mediante questo processo di rigenerazione, riporta il corpo in vita, perché in realtà dorme, e successivamente lo trasforma nella sua reale natura, nel corpo come noi lo definiamo glorioso, o spirituale. Quando poi lo vedono dopo la morte nei pressi della tomba, non si fa toccare, perché non ha ancora completato il processo, ovviamente si comprende che esso ha bisogno di un certo tempo. Dopo di che Egli appare con il suo corpo glorioso - spirituale e carnale al tempo stesso, in vari posti.


Quindi, quando gli spiriti prendono forma carnale diventano mortali e per riacquistare la forma spirituale devono morire come gli esseri mortali, solo che poi subiscono un processo di resurrezione, e con ascensione.


Riassumiamo così, nel caso degli Spiriti:

Lo spirito(corpo glorioso - spirituale) diventa carnale mediante una trasformazione.
La carne – corpo poi muore…
Il corpo carnale morto subisce una resurrezione (che significa rinascere)…cioè ritorna allo stato carnale, ma puro senza peccato.
Il corpo resuscitato si trasforma ulteriormente e Ascende per divenire completamente spirituale.


sabato 27 settembre 2014

Dimostrazione che BXVI è l'unico autorevole Pontefice

Dimostrazione che BXVI è l'unico autorevole Pontefice

http://mobile.tgcom24.it/checkexistpage.shtml?%2Fcronaca%2Farticoli%2F1115427%2Fragazzo-guarisce-da-tumore-mi-ha-salvato-benedetto-xvi-e-un-miracolo-.shtml#

Ragazzo guarisce da tumore: "Mi ha salvato Benedetto XVI, è un miracolo"

Il giovane statunitense era affetto da cancro di quarto stadio non-Hodgkin. "L'ho incontrato a Roma, ha poggiato le mani sul mio petto e mi ha guarito"

Il suo primo desiderio quando gli venne diagnosticato il tumore, all'età di 17 anni, fu quello di incontrare Papa Benedetto XVI. Oggi Peter Srisch, 19enne statunitense, ha vinto la sua battaglia contro la malattia e parla di guarigione miracolosa grazie proprio all'ex Pontefice. "Ha poggiato le sue mani sul mio torace, proprio nella zona dove si trovava il tumore, - ha dichiarato il ragazzo - e mi ha guarito". 


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Quando una persona esercitando il pontere di Dio ottiene la grazia, significa che quella persona è amata da Dio ed Egli esercita per volere di quella persona il suo potere sull'Uomo e sul Mondo. 

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Sua Santità Benedetto XVI, Vi chiedo se per caso la chiesa dovesse subire uno scisma come certe profezie preannunciano lei da che parte si porrà, dalla parte della testa o del corpo?



domenica 21 settembre 2014

La chiesa vuole aggirare la legge eterna.

21 settembre 2014
Caro figlio,

Nessuno nella mia chiesa cambi le Mie leggi, non si cerchi di aggirare l’ostacolo annullando i matrimoni viziati per conoscenza imperfetta della Fede, al fine di cambiare le leggi eterne.

Perché chi lo farà risponderà in prima persona innanzi a Me.

I matrimoni che si celebreranno in seconde nozze non saranno da me consacrati, se l’annullamento sarà indotto da imperfetta fede.

Se non mi ascoltate vi condannate da soli.



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Cosa significa il messaggio?

In tanto è abbastanza complesso.. penso che anche sotto il punto di vista canonico....posso dare una spiegazione parziale, ma certamente va analizzato con pazienza e attenzione... perchè il suo significato va molto più in la della mie parole....e non riguarda solo un aspetto, ma molti aspetti. 

“non si cerchi di aggirare l’ostacolo annullando i matrimoni viziati per conoscenza imperfetta della Fede, al fine di cambiare le leggi eterne.”

Qui Gesù fa capire che la chiesa sta meditando di modificare la sua parola usando uno stratagemma… quello di non modificare realmente la sua parola, ma che in sostanza lo farebbe modificando l’impianto del matrimonio… in questo modo adulterio sparirebbe, perché tutti potrebbe chiedere l’annullamento per un vizio di fede, che in realtà non dovrebbe esistere. Nel momento in cui si battezza, si cresima, si comunica il giovane acquisisce tutta la conoscenza necessaria per sapere cosa sia realmente il matrimonio Cristiano. Ma pare da come Cristo si esprime,  la chiesa sta tentando di superare questo ostacolo, non cambiando la legge, ma bensì aggirando il problema con un trucco.

“I matrimoni che si celebreranno in seconde nozze non saranno da me consacrati, se l’annullamento sarà indotto da imperfetta fede.”

Qui specifica che un secondo matrimonio indotto da un imperfetta conoscenza della fede, non sarà da Lui consacrato ne benedetto… questo significa che non è valido.  


LA MISERICORDIA DIVINA.

 MISERICORDIA 



La parola deriva dal latino cor-cordis; misereor; misericors..

cor -cordis;= cuore
misereor = dispiacersi, sofferenza.
misericors = misericordioso, pietà

E’ un sentimento possiamo dire quasi viscerale, interiore, che coinvolge il cuore, e che può produrre come un dolore, un patimento, una sofferenza, una fitta, un angoscia, che si traduce in compassione, pietà, amore. Il suo effetto reale è un trasporto verso un altro soggetto,  che muove l’essere umano e Divino a comportarsi in forma materna, protettiva, soccorrevole, verso tutti coloro che suscitano questo effetto collaterale, siano essi umani o animali, perché la misericordia si attua non solo verso gli uomini, non solo verso i piccoli, non solo verso i miseri, i poveri, ecc, ma anche verso gli animali; vale tanto quanto per gli uomini quanto per gli animali o per la natura in se stessa. Mentre la misericordia umana è molto spesso, accentrata, sugli esseri umani e poco sulle altre creature, la Misericordia di Dio non ha frontiere.  Quindi possiamo dire che la misericordia è un fattore più istintivo che riflessivo, anche il miracolo fa uso della misericordia, infatti spesso Dio muove il miracolo anche mediante la misericordia, agisce in modo protettivo, materno, quasi istintivo, soccorre i propri figli, per un senso materno, l’uomo agisce verso il suo creatore in maniera tale da indurre il Creatore, ad essere comprensivo, compassionevole, e quasi istigarlo a compiere un atto fuori dalla sua volontà, corrompendo la sua natura ferma e forte, di un Padre, che anche se agisce per amore, ma usa autorità, giustizia, e fermezza; la misericordia lo obbliga quasi, a superare questa barriera per amore nostro, lo dimostra il fatto con Noè, quando durante il diluvio universale esso aveva deciso di distruggere tutto, anche Noè stesso, per rifare tutto nuovo, ma su l’agire di Noè che intenerì il cuore di Dio e produsse l’effetto misericordioso in Dio stesso, tanto che Egli il Padre Celeste, ha deciso diversamente. . Anche Gesù, Marco 1,40. “””Allora venne a lui un lebbroso: lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi guarirmi!».  Mosso a compassione, stese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, guarisci!».”””  Gesù prova commozione,angoscia nel vedere il lebbroso e muove verso di lui, con misericordia producendo la grazia ed esercitandola in esso… troviamo anche in altre parabole il senso della misericordia… quella Buon Samaritano (Luca 10, 37). (Luca 1, 58) (Marco 10, 47-48) (Matteo 5, 7). Gesù afferma anche Beati i misericordiosi perché otterranno misericordia!Che ottengonoappunto che riescono ad impietosire Dio… Al contrario Gesù esprime disappunto e contrarietà nel sbandierare, le cose buone che si fanno in pubblico … (Matteo 6, 1-4).   

Nell'episodio dell'adultera per esempio: i farisei e gli scribi portano a Gesù una donna sorpresa in adulterio e gli chiedono cosa farne, visto che la legge di Mosè prevedeva la lapidazione, in quanto peccato considerato gravissimo. 
Qui Gesù dimostra la sua natura misericordiosa, e siccome egli non è un Dio di odio, vuole salvarla e vuole che anche i suoi futuri discepoli ed apostoli facciano la stessa cosa, pratica quindi contro la legge mosaica degli uomini, la sua misericordia, perdonando quella donna, ma in questi discorso si comprende che mentre la legge di Dio era una legge buona e compassionevole, il popolo ebraico si è insuperbito e ha aggiunto delle parti nella stessa, che hanno portato una modifica della legge in senso negativo, non agendo per il bene dei singoli, ma diventando una legge oppressiva, gli Ebrei non cercavano più di attuare la misericordia, ma cercavano di applicare la loro giustizia, per cui inserirono nel testo Mosaico delle parti per trovar con la logica umana delle condanne contro chi andava oltre quella legge...Gesù fa il contrario facendoci capire che in tanti millenni i sacerdoti avevano mutato la legge, trasformandola... questo brano delle opere di Gesù ci fa capire che quando l'uomo mette mano alla sacra scrittura e modifica il suo senso e il suo contenuto secondo la proprio mente, fa solo che danni. 

Quindi possiamo dire che grande valore ha la coroncina alla Divina Misericordia, perché essa spinge Dio ad avere pietà di chi ha necessità, sia un misero, sia un peccatore, quindi appellarsi alla sua Divina Misericordia, significa spingere Dio ad essere sempre amorevole verso di Dio e ad indurlo a perdonarci più che a castigarci...anche se è in atto sempre la sua giustizia. 

sabato 20 settembre 2014

PREGHIERA IN RIPARAZIONE DELLE BESTEMMIE

12 maggio 2010

PREGHIERA IN RIPARAZIONE DELLE BESTEMMIE
Preghiera detta a Boanerges.

Padre, Figlio, Spirito Santo, Dio Onnipotente ed Eterno, io mi umilio innanzi a te, ti riconosco come Mio Unico Dio, mio unico Bene e mia salvezza! Pongo il mio cuore, la mia anima ai tuoi piedi, tu che sei il mio immenso amore! Guarda con occhi di pietà i miei molteplici peccati, ma soprattutto le .....

IL TESTO è STATO RIMOSSO PER RAGIONI DI EDITORIA

In onore della S. Sma Trinità.
Recitate :Credo, Pater , Ave Maria, Gloria, Angelo di Dio.


Cari figli, quando recitate delle preghiere per chiedere perdono dei vostri peccati, fate così, ponete le vostre mani sul vostro cuore, ed io porrò la mie sulla vostre...questo per me, sarà segno della vostra contrita volontà di chiedermi perdono per amore.



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Per qualsiasi controversia contattare l’autore stesso Boanerges573@gmail.com

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